Per Neuroma di Morton si intende una sofferenza del III nervo digitale comune, un nervo esclusivamente sensitivo che innerva il 3 e 4 dito del piede causata da microtraumi cronici nel punto di passaggio tra le teste di III e IV metatarsale. Meno frequentemente esistono neuromi negli altri spazi intermetatarsali.

Il dottor Leonardo Maradei, Responsabile dell’Unità Operativa Chirurgia del Piede e Mininvasiva di Humanitas, ci spiega come intervenire su questa malattia.

Neuroma di Morton: da cosa deriva?

Il Neuroma di Morton si sviluppa in seguito a microtraumi compressivi che, nel tempo, portano alla formazione di tessuto fibroso all’interno del nervo e quindi ne aumentano le dimensioni. Passando fra le teste dei metatarsi il nervo, così ispessito, viene compresso e da qui la sintomatologia. Le cause di questi microtraumi possono essere ricercate nella conformazione del piede, alluce valgo, piede piatto o piede cavo, sono  tutte condizioni che si associano a un problema di appoggio dell’avampiede. 

Capita di sentir riferire che il Neuroma di Morton sia una malattia collegata alle calzature indossate dai pazienti, ma è una convinzione erronea, in quanto scarpe con tacchi alti o punta particolarmente ristretta non ne sono la causa principale possono però aggravarne la sintomatologia.

Quali sono i sintomi del Neuroma di Morton?

Ma da cosa si distingue il Neuroma di Morton rispetto ad altre metatarsalgie? Lo riconosciamo subito da un dolore trafittivo, simile a una scossa elettrica, associato soprattutto all’appoggio del piede, che si irradia verso le dita e da cui spesso il paziente trova sollievo solo togliendosi le scarpe. Il dolore, tuttavia, non è costante, ma si alterna a momenti (anche giorni) asintomatici e può comparire anche associato formicolio, o con il piede a riposo, persino mentre si sta dormendo. 

Le possibilità di cura, dalla terapia conservativa alla chirurgia

Le terapie per il Neuroma di Morton possono essere in un primo momento conservative e, dunque, non necessitare il ricorso alla chirurgia. Parliamo per esempio di infiltrazioni cortisoniche, o dell’utilizzo di plantari che migliorino l’appoggio del piede e allevino la compressione sul nervo. Tuttavia, non sempre questo approccio porta a risultati definitivi, poiché il dolore tende spesso a ripresentarsi ed è sconsigliato riproporre troppo a lungo infiltrazioni cortisoniche.
Se le dimensioni del Neuroma superano i 4-5 mm è consigliato il trattamento chirurgico.

La chirurgia che si predilige è quella che si avvale di tecniche mininvasive, dunque per mezzo di una piccola incisione cutanea longitudinale sul dorso del piede (circa 2 cm), il chirurgo accede alla zona intermetatarsale per isolare e asportare il Neuroma. È bene notare, da questo punto di vista, che l’asportazione del nervo non determina problematiche nella deambulazione e nella funzionalità delle dita del piede, solo una piccola insensibilità sulla faccia interna delle dita. La ripresa del paziente, inoltre, è relativamente veloce e prevede l’utilizzo di una calzatura in talo per due settimane, non servono stampelle né fisioterapia.