Con l’arrivo del mese di ottobre si rinnova l’appuntamento con Sorrisi in rosa: il progetto di prevenzione senologica nato da un’idea dei senologi di Humanitas in collaborazione con la fotografa Luisa Morniroli e la scrittrice Cristina Barberis, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della prevenzione, a partire dall’esperienza di donne protagoniste di storie di malattia e rinascita.

La speranza che nasce dalla condivisione di un percorso è il filo conduttore della quarta edizione di Sorrisi in Rosa; l’evento unisce consulti in ambulatorio ed eventi online, con oltre 300 appuntamenti che coinvolgeranno migliaia di donne in Lombardia, Piemonte e Sicilia.

Oltre 300 le iniziative di prevenzione e informazione di Humanitas supportate da Fondazione Insieme con Humanitas e patrocinate da Europa Donna, LILT, ONDA, Amiche per Mano, Pink Amazon, Associazione il Sorriso di Teresa e aBRCAdaBRA Onlus. Sorrisi in Rosa supporta anche la Ricerca Scientifica attraverso Pink Union, il progetto di Fondazione Humanitas per la Ricerca che raccoglie l’impegno nella cura delle patologie femminili.

L’importanza di fare prevenzione

“Oggi il tumore al seno colpisce sempre più le donne under 50 e la familiarità continua a essere il più forte campanello di allarme, per questo è così importante fare prevenzione – spiega il dottor Corrado Tinterri, direttore Breast Unit Humanitas -. Durante i mesi di lockdown, la Breast Unit di Humanitas non si è mai fermata, tanto che interventi chirurgici e trattamenti di radioterapia hanno subito solo una leggera flessione (-10%), subito recuperata da maggio in poi. La parte di diagnostica legata alla prevenzione, invece, ha segnato un rallentamento più evidente tra marzo e aprile, ora in via di recupero. Con Sorrisi in Rosa e la testimonianza di queste donne coraggiose vogliamo ricordare che bisogna tornare a fare prevenzione, perché la sopravvivenza dell’87% a 5 anni è dovuta anche alla tempestività della diagnosi”.

Curare le donne e farlo in sicurezza è stato l’obiettivo della Breast Unit sia durante i mesi di lockdown sia ora, nel periodo di convivenza con il coronavirus, grazie a checkpoint agli ingressi, flussi separati e un monitoraggio di tutte le pazienti, anche da remoto. 

“Anche in questo periodo di incertezza, è fondamentale sensibilizzare sempre di più le donne sull’importanza di effettuare una visita dal senologo a partire dai 30 anni, come viene fatto per i controlli ginecologici, soprattutto per chi ha avuto casi di tumore al seno in famiglia. Allo stesso modo, è importante diffondere il valore delle Breast Unit, che non solo garantiscono percorsi terapeutici multidisciplinari e personalizzati, capaci di ridurre la mortalità per tumore al seno del 20%, ma anche il supporto di altre donne con cui condividere il cammino”, conclude il dottor Alberto Testori, direttore associato Breast Unit Humanitas.

La mostra fotografica e i podcast

Si rinnova ed evolve la mostra fotografica fulcro del progetto, che quest’anno raccoglie 16 storie di donne: 16 sorrisi da tutta Italia, accomunati dalla sciarpa rosa, simbolo di accoglienza, calore e protezione, che saranno presenti contemporaneamente negli ospedali di Rozzano, Milano, Bergamo, Torino, Castellanza e Catania, dove sono attive le Breast Unit di Humanitas, e negli Humanitas Medical Care.

La novità è che queste storie sono state trasformate in podcast, su Spotify (“Sorrisi in Rosa”), narrati da voci femminili del mondo dei social, della radio e del giornalismo: dalle conduttrici televisive Stefania Pinna e Rajae alle conduttrici radiofoniche Annie Mazzola e Sara Calogiuri. E poi la showgirl e neomamma Costanza Caracciolo, la ex miss Italia Giusy Buscemi e l’attrice Sonia Bergamasco. Insieme a loro, le influencer Florenciafacose, Quasidì, Roberta Mirata, Una psicologa in città, Con amore e squallore, ImenJane, Maria Chiara Montera, Gynepraio e Linda Raff. 16 donne che hanno adottato le storie delle pazienti, interpretandole con rispetto e con tutta la propria sensibilità.

Obiettivo dei podcast è infondere coraggio a ogni donna per accompagnarla nel suo percorso nell’affrontare il tumore, andando oltre le restrizioni imposte da Covid alle strutture sanitarie, dove ancora i familiari non possono entrare per assistere i propri cari ricoverati.

Per tutto ottobre, le sciarpe rosa saranno in vendita su www.sorrisinrosa.it per sostenere i progetti di Ricerca Scientifica al femminile di Humanitas. Sul portale saranno presenti anche gli eventi, le fotografie e tutti i racconti delle donne che sono state protagoniste del progetto fino ad oggi. Sempre attraverso il sito, ogni donna potrà caricare la propria foto e la propria storia, per diventare protagonista delle prossime edizioni di Sorrisi in Rosa.

Consulti gratuiti e prevenzione via web, anche per donne in gravidanza

A partire da giovedì 1 ottobre e per tutto il mese, gli ospedali e i centri medici Humanitas danno il via al “Festival di Sorrisi in Rosa”, con oltre 300 appuntamenti dedicati alla prevenzione senologica che coinvolgeranno Milano, Bergamo, Catania, Varese e Torino.

Oltre 300 consulti senologici gratuiti verranno offerti dagli Humanitas Medical Care, da Humanitas Istituto Clinico Catanese, IRCCS Humanitas, Humanitas Mater Domini e Humanitas Gavazzeni e Castelli, dove la campagna di consulti è stata coordinata da LILT Bergamo nell’ambito della Campagna Nastro Rosa.

Tra gli appuntamenti digitali da non perdere, la diretta Instagram SORRISI Live di mercoledì 14 ottobre alle ore 19 per parlare di prevenzione senologica in gravidanza e allattamento con l’esperienza della neomamma Costanza Caracciolo e i consigli di salute e prevenzione della radiologa senologa Sara Galli e dell’ostetrica Stefania Del Duca di Humanitas San Pio X (Instagram: @Humanitashealth).

La Ricerca Scientifica che dà speranza

Anche per l’edizione 2020 Sorrisi in Rosa sosterrà un progetto di Pink Union di Fondazione Humanitas per la Ricerca, che ha l’obiettivo di valutare i benefici legati alla conservazione dei linfonodi sentinella ascellari nelle pazienti operate per carcinoma mammario con micrometastasi al linfonodo sentinella dopo chemioterapia neoadiuvante (NAC).

Pink Union è un progetto a sostegno della salute femminile e rappresenta l’impegno di medici e ricercatori che ogni giorno lavorano per migliorare la qualità della ricerca scientifica per la cura delle patologie tipiche femminili. L’obiettivo principale è sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, sottoponendosi a controlli periodici e regolari, allo scopo di far comprendere quanto il fattore tempo sia fondamentale per combattere le malattie.