Il carcinoma mammario (o tumore della mammella) è una malattia dovuta alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria e alla loro evoluzione in cellule maligne. Si tratta di un tumore con un’incidenza particolarmente elevata: in Italia, infatti, colpisce in media una donna su nove.

La Ricerca sui tumori è fondamentale per trovare nuove strade di cura, per questo Fondazione Humanitas per la Ricerca ha dato vita a uno studio di Ricerca no profit, coordinato dalla Breast Unit di Humanitas che coinvolge oltre venti centri di Ricerca in tutta in Italia.

Ne parliamo con i coordinatori dello studio: il dottor Corrado Tinterri, Responsabile dell’Unità Operativa di Senologia in Humanitas e la professoressa Marta Scorsetti, Responsabile dell’Unità Operativa di Radioterapia e Radiochirurgia in Humanitas.

Lo studio NEONOD 2: le pazienti coinvolte

Lo studio (dal titolo Carcinoma mammario T1-T2-T3/cN+: conservazione dei linfonodi ascellari in presenza di micrometastasi nel linfonodo sentinella se cN- dopo chemioterapia neoadiuvante – Studio NEONOD 2) iniziato nel 2020 e con una durata prevista di otto anni (di cui tre anni per il reclutamento e cinque per il follow-up), vede il coinvolgimento di 850 pazienti di età compresa tra i 18 e i 75 anni con una diagnosi iniziale di carcinoma mammario a istotipo infiltrante (ovvero invasivo dei tessuti circostanti) e di linfonodi ascellari positivi.

Lo Studio NEONOD 2 è il primo progetto multicentrico in Europa che valuta l’impatto della conservazione dei linfonodi con minimo residuo tumorale dopo CHT neoadiuvante:  sono attese tantissime informazioni sul significato biologico del comportamento di questa malattia rispetto ai diversi tipi di terapie contro il cancro. Alle pazienti non devono essere state individuate metastasi a distanza e devono avere anamnesi negativa per pregressa neoplasia infiltrante. Le pazienti devono avere ricevuto un trattamento sistemico neoadiuvante (prima della chirurgia) e aver ottenuto una negativizzazione radiologica a livello linfonodale.

Il ruolo dei linfonodi

I linfonodi, o ghiandole linfatiche, sono piccoli organi posti lungo le vie linfatiche; hanno una via d’ingresso dalla quale entra la linfa proveniente dai tessuti che può contenere anche sostanze estranee e cellule del sistema immunitario, e una via di uscita. Nel linfonodo, le cellule del sistema immunitario attaccano i potenziali aggressori per poi riversarsi nel sangue. L’aumento del numero delle cellule del sistema immunitario all’interno del linfonodo può determinarne l’ingrossamento. In genere, questo fenomeno è dovuto a un’infiammazione nella zona drenata dal linfonodo, ma in alcuni casi può essere segnale di un tumore. In fase iniziale, l’ingrossamento linfonodale indica la risposta infiammatoria dell’organismo verso le cellule neoplastiche; in fase avanzata di malattia, invece, le cellule cancerose potrebbero essersi staccate dal tumore e aver invaso il linfonodo passando dai vasi linfatici. Nel caso del tumore al seno si parla di linfonodi ascellari positivi. Sempre attraverso le vie del sistema linfatico o del circolo sanguigno, le cellule possono colonizzare anche altre aree dell’organismo dando così origine alle metastasi.

I linfonodi ascellari e la loro rimozione

La rimozione dei linfonodi ascellari, quando necessaria, causa spesso un sovvertimento nel normale deflusso della linfa dal braccio al tronco e nel 20-40 % dei casi provoca diversi gradi di linfedema (braccio grosso) che spesso rimane definitivo con gravi disagi e sindromi dolorose e infettive secondarie.

Gli obiettivi dello studio NEONOD 2

Si tratta di uno studio clinico osservazionale volto a verificare se l’omissione di intervento chirurgico e/o radioterapico sui linfonodi ascellari delle pazienti che hanno ottenuto una risposta patologica completa o quasi (residue micrometastasi linfonodali) al trattamento sistemico neoadiuvante non comporti un peggioramento significativo nella sopravvivenza o nel rischio di recidiva.

In caso nelle pazienti vengano individuati più di tre linfonodi sentinella o parasentinella (ossia quei linfonodi infiltrati per primi dal drenaggio linfatico del tumore) micrometastatici o macrometastatici, gli specialisti procederanno per via chirurgica con dissezione ascellare standard. In caso contrario le pazienti non subiranno la dissezione ascellare ma un programma di controlli semestrali clinici ed ecografici. Per quanto riguarda il tumore, le pazienti saranno sottoposte a chirurgia, che potrà essere, in base al quadro clinico, conservativa o demolitiva.

Il follow-up a seguito della chirurgia sarà diversificato in base al quadro clinico della singola paziente e potrà implicare un’interruzione dei trattamenti, una radioterapia complementare, o una terapia medica adiuvante, come l’ormonoterapia o la terapia biologica.

Per saperne di più, clicca qui