Due specialisti dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di Humanitas, il professor Giuseppe Mercante, Responsabile del percorso della chirurgia della tiroide e delle ghiandole paratiroidi e docente di Humanitas University, e il dottor Fabio Ferreli, specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-facciale, nel corso del mese di marzo 2020 hanno guidato uno studio1, pubblicato a giugno su Jama Otolaryngology, che ha analizzato due particolari sintomi riportati da diversi pazienti con COVID-19, in Italia come nel resto d’Europa: le alterazioni dell’olfatto e del gusto. Lo studio è stato reso possibile da un lavoro d’equipe tra tutti i coautori, uno sforzo collettivo che ha impegnato gli specialisti nella raccolta di una consistente mole di dati in brevissimo tempo e che è stato fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Lo studio su Jama Otolaryngology

Gli specialisti agli inizi di marzo hanno osservato una crescita esponenziale di pazienti che avvertivano disturbi all’olfatto e al gusto, trovando poi conferma di quella che, fino a quel momento, era un’osservazione personale, attraverso le testimonianze di colleghi di ospedali del resto d’Europa, che stavano riscontrando gli stessi sintomi tra i loro degenti.

Non essendoci ancora evidenze scientifiche sulla correlazione tra queste manifestazioni e SARS-CoV-2, i due specialisti, tra il 5 e il 23 marzo, hanno condotto uno studio su 200 pazienti di Humanitas con diagnosi di COVID-19. 

Nel corso dell’indagine, che è avvenuta telefonicamente, è stata indagata la presenza di disturbi del gusto e dell’olfatto e, più in generale, di tutti i sintomi nasosinusali attraverso lo SNOT-22, un questionario validato per valutare la qualità della vita in relazione allo status nasosinusale nei pazienti. 

L’alterazione di gusto e olfatto: un sintomo chiave

Il 42% dei pazienti intervistati ha riferito una riduzione dell’olfatto, mentre il 55% ha riferito disturbi del gusto. Nella maggior parte dei casi l’olfatto e il gusto sono stati classificati come severamente ridotti o completamente assenti. Coloro che hanno sviluppato questi sintomi in maniera più severa sono in maggioranza donne e più giovani rispetto ai pazienti in cui gli stessi disturbi sono assenti, o più lievi.

La maggioranza dei pazienti, inoltre, ha riferito di avere il naso libero o comunque poco chiuso. Questo suggerisce che la riduzione dell’olfatto e del gusto non sia causata da un’ostruzione nasale, come spesso succede in caso di raffreddore, quanto che SARS-CoV-2 possa agire andando a colpire direttamente le cellule nervose dei bulbi olfattori: un’ipotesi che sta diventando sempre più preponderante.

Simili alterazioni di olfatto e gusto restano sintomi chiave per aiutare lo specialista a fare una diagnosi tempestiva dell’infezione. Compaiono infatti generalmente prima di altre manifestazioni di COVID-19 e per questo motivo possono essere una spia del virus.

Spesso i pazienti chiedono quale sia il decorso di questi sintomi. Per questo motivo Humanitas si sta ora occupando di definire la durata della riduzione o assenza di olfatto e gusto nel COVID-19, seguendo i pazienti fino al completo recupero delle funzionalità olfattive e gustative. In particolar modo, il professor Mercante e il dottor Ferreli si stanno concentrando su coloro per i quali il disturbo ha una durata maggiore, per cercare di capire quali siano le possibili implicazioni a lungo termine dell’infezione da SARS-CoV-2.

Il professor Mercante e il dottor Ferreli hanno anche rilasciato un’intervista a JN Learning in cui approfondiscono il lavoro svolto e l’importanza di questo studio: si può ascoltare cliccando qui.

 

1.     Jama Otolaryngology, June 18, 2020. Mercante G, Ferreli F, De Virgilio A. Prevalence of Taste and Smell Dysfunction in Coronavirus Disease 2019.