L’asma grave è una patologia infiammatoria cronica delle vie respiratorie e si stima  che colpisca dal 3,5% al 10% circa della popolazione con asma. È caratterizzata da sintomi gravi e persistenti, spesso difficili da controllare sia con la terapia standard a base di broncodilatatori e cortisonici inalatori  sia con l’aggiunta di cortisonici orali. (che possono compromettere le attività quotidiane, il sonno e la qualità di vita e dare effetti collaterali a lungo termine come lo sviluppo di osteoporosi, glaucoma,diabete mellito e ipertensione arteriosa).

Si tratta di una patologia caratterizzata da senso di costrizione toracica, mancanza di respiro, limitazione della funzionalità polmonare, aumento delle riacutizzazioni e utilizzo cronico di cortisonici sistemici. Insomma, l’asma grave può mettere a rischio la vita di chi ne soffre e comportare frequenti visite al pronto soccorso e ricoveri in emergenza. Nonostante il suo impatto, però, l’asma grave spesso non viene riconosciuta e c’è ancora poca consapevolezza delle sue cause profonde e della pericolosità dei sintomi, quando non controllati. 

I fattori di rischio

Fattori ambientali come il polline, il fumo, i cambiamenti climatici e l’esercizio fisico possono scatenare questa infiammazione, provocando o peggiorando i sintomi dell’asma. Ma anche un sistema immunitario iperattivo può causare l’infiammazione delle vie respiratorie, restringendole e rendendo più difficile la respirazione. 

Una patologia da non sottovalutare

“Molte persone che soffrono di asma grave tendono a sottovalutare la propria patologia, intervenendo spesso con cicli di corticosteroidi che, non solo non controllano l’infiammazione, ma spesso producono seri effetti collaterali anche permanenti,” commenta Francesca Puggioni, Caposezione Immuno Center di Humanitas.

“Le conseguenze sono riacutizzazioni sempre più frequenti e un rimodellamento delle vie aeree che, a sua volta, comporta una riduzione permanente della funzione polmonare e nuovi attacchi sempre più frequenti e gravi. Un controllo precoce e prolungato dei sintomi è quindi necessario per interrompere questo circolo vizioso che porta all’insufficienza respiratoria e alla perdita di controllo sulla propria vita”.

I progressi della ricerca scientifica sull’asma hanno consentito di determinare come in più della metà dei casi, alla base delle forme gravi vi sia un’infiammazione di tipo 2, dovuta alla reazione del sistema immunitario a determinati fattori scatenanti, come per esempio allergeni, virus o batteri. Inoltre, la stessa infiammazione di tipo 2, è la causa sottostante di altre patologie che spesso coesistono nel paziente con asma grave, come dermatite atopica, poliposi nasale, rinite allergica ed esofagite eosinofila. Si tratta di un’infiammazione spesso refrattaria alla terapia con corticosteroidi inalatori. Potrebbe rispondere ai corticosteroidi orali, ma i loro effetti collaterali gravi suggeriscono l’esplorazione di alternative terapeutiche.

Come si interviene su un’infiammazione di tipo 2?

“L’infiammazione di tipo 2, caratterizzata dal rilascio delle citochine IL4, IL-13 e IL-5, gioca un ruolo centrale nell’asma grave, in quanto queste citochine sono responsabili di una vera e propria cascata infiammatoria alla base dei principali sintomi dell’asma grave”, continua Francesca Puggioni.

“Poter controllare questa infiammazione grazie a nuove terapie mirate, agendo in particolare sulle citochine IL-4 e IL-13, consente di ridurre i livelli dei marker biologici responsabili dell’infiammazione di tipo 2 – immunoglobuline E (IgE), eosinofili e frazione espiratoria dell’ossido nitrico (FeNO) – e, quindi, di controllare tutti e tre i fenotipi di asma grave oggi conosciuti: allergico, eosinofilico e il fenotipo misto, che si ha quando gli altri due fenotipi sono co-espressi nello stesso paziente. In aggiunta, poter agire su questi meccanismi immunologici, comuni anche ad altre patologie, ci premetterà di controllare non solo l’asma grave, ma anche le comorbidità di tipo 2 spesso coesistenti nel paziente”.

Agire sulle interleuchine IL-4 e IL-13 coinvolte nel processo infiammatorio si è quindi dimostrata una strategia terapeutica efficace per tenere sotto controllo i tre fenotipi di asma grave, nonché le patologie di tipo 2 correlate, che spesso si manifestano come comorbidità nel paziente con asma grave, aggravandone il quadro clinico.

L’asma grave, una patologia intergenerazionale

Si stima che, solo in Italia, siano circa ventimila le persone interessate da asma grave con infiammazione di tipo 2 non controllato. A causa dei suoi sintomi e delle sue complicanze, questa patologia ha un impatto considerevole sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Chi soffre di asma grave, infatti, almeno qualche giorno al mese si trova costretto a rinunciare ad attività legate a uno o più aspetti della normale quotidianità: da quelle legate alla sfera sportiva alle attività all’aria aperta, dai viaggi fino alla sfera relazionale. 

Insomma le possibilità di fare esperienze con persone, luoghi, situazioni, in molti casi sono negate per ragioni di sicurezza e, talvolta, anche per il timore eccessivo di incorrere in una crisi respiratoria. Questi eventi, inoltre, non spaventano il paziente solo in riferimento alla propria salute, ma anche per il conseguente imbarazzo che possono generare nel confronto con gli altri scatenando in chi ne soffre la paura che le persone possano fissarli, giudicarli, o trattarli diversamente a causa della loro patologia.
Non poter fare tutto quello che si vuole rende comprensibile quanto questi sintomi possano essere fonte di imbarazzo e inquietudine.

Le preoccupazioni e le limitazioni di chi vive con asma grave si spostano in modo trasversale all’età e non trascurano neanche i più giovani. Anzi, proprio a causa della particolare fase della vita che gli adolescenti attraversano, è più forte l’esigenza di essere accettati e compresi, e il peso della discriminazione nelle relazioni esterne alla famiglia è significativo e porta i giovani pazienti a provare una sorta frustrazione che, nei casi peggiori, può sfociare anche in depressione.

Bisogna inoltre considerare che, sia per gli adulti sia per i più giovani, l’impatto dell’asma grave si misura anche nel tempo da dedicare alle necessarie visite di controllo e alla somministrazione dei farmaci biologici in ospedale. Ad oggi, però, questi farmaci cominciano ad avere l’opzione dell’autosomministrazione domiciliare: un passo in avanti importante per la qualità della vita delle migliaia di persone che convivono con l’asma grave.