Gastroenterology department operational re-organization at the time of COVID-19 outbreak: an Italian and Chinese experience”: questo il titolo dell’articolo pubblicato su Gut, la principale rivista scientifica in ambito gastroenterologico, dal professor Silvio Danese, Responsabile dell’Unità Operativa di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – IBD Unit e docente di Humanitas University e dal professor Alberto Malesci, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia e docente di Humanitas University, in collaborazione con il professor Zhihua Ran a capo del Dipartimento di Gastroenterologia del Renji Hospital di Shangai.

Come spiega il professor Silvio Danese: “L’organizzazione di tutte le attività gastroenterologiche – dalle visite ambulatoriali, alle procedure endoscopiche ed ecografiche, ai ricoveri ospedalieri – è stata rimodellata alla luce delle criticità emerse nella gestione e nel trattamento dei pazienti con patologie a carattere gastroenterologico”.

La gestione dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali

“Particolare attenzione è stata posta nei confronti dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche dell’intestino in questo periodo di emergenza sanitaria. Le visite ambulatoriali sono state ridotte di circa l’80%; abbiamo garantito la prosecuzione dei trattamenti biologici somministrati per via infusionale, dei protocolli sperimentali e le visite urgenti non differibili, attuando i protocolli aziendali che garantiscono la protezione dell’operatore sanitario e del paziente”, prosegue il prof. Danese.

Implementata la telemedicina

“Tutti i sistemi di telemedicina (chiamate vocali o servizio mail) sono stati ulteriormente implementati al fine di effettuare valutazioni cliniche dei pazienti stabili ed evitare viaggi non necessari presso le strutture ospedaliere.

Tutto questo è stato possibile anche grazie alla riorganizzazione del sistema di dispensazione dei farmaci biologici e sperimentali, con ritiro diretto presso la farmacia ospedaliera o servizio di consegna a domicilio. La complessa rete organizzativa garantisce così la continuità delle cure e della presa in carico dei nostri pazienti, per i quali è fondamentale mantenere un controllo ottimale della patologia infiammatoria intestinale.

Tutte le risorse e gli sforzi messi in campo per limitare la diffusione dell’infezione da Coronavirus e per trattare i pazienti con COVID-19 non devono infatti compromettere lo standard di cura”, ha concluso lo specialista.