La tiroide è una piccola ghiandola posta alla base del collo ed è responsabile della produzione degli ormoni tiroidei (sotto controllo dell’ipofisi) che regolano numerose funzioni del metabolismo, come per esempio l’accrescimento corporeo, lo sviluppo del sistema nervoso e la produzione di calore.

Fondamentale per il buon funzionamento della tiroide è un adeguato apporto nutrizionale di iodio: questo viene assorbito dalla tiroide e in combinazione con i residui tirosinici, sintetizza l’ormone tiroideo. Oltre a essere contenuto nel pesce di mare, lo iodio è presente solo nel sale addizionato di iodio. È bene poi precisare che lo iodio è disciolto solo nell’acqua e non è presente nell’aria, pertanto “l’aria di mare” non ha alcun beneficio per la salute della tiroide.

Una disfunzione della tiroide può determinare l’insorgenza di alcune patologie, come per esempio il gozzo (aumento del volume della tiroide), l’ipertiroidismo (quando la tiroide funziona troppo e rilascia un eccesso di ormone tiroideo nell’organismo), l’ipotiroidismo (quando invece la produzione di ormone tiroideo è scarsa) o le tiroiditi autoimmuni. Vi è poi la formazione di noduli, che nella maggior parte dei casi sono di natura benigna.

Abbiamo parlato del corretto approccio alla diagnosi con il professor Furio Pacini, specialista in Endocrinologia in Humanitas.

Diagnosi in aumento

“Oggi registriamo un aumento di malattie tiroidee, in particolare per quanto riguarda i noduli della tiroide e le tiroiditi autoimmuni. Se da un certo punto di vista questo fenomeno è legato a migliori possibilità diagnostiche, d’altra parte vi è anche – in diversi casi – un ricorso indiscriminato all’ecografia tiroidea anche laddove non ve n’è davvero bisogno. L’ecografia andrebbe infatti prescritta solo nel caso in cui esista un sospetto clinico di malattia tiroidea e non per uno screening generale della popolazione.

È bene sottolineare che la presenza di un nodulo non è necessariamente significativa e che di rado i noduli evolvono in tumori della tiroide. Si pensi che in più del 40% delle donne dopo i 50 anni troviamo noduli tiroidei, ma nel 90% dei casi questi non sono clinicamente rilevanti”, spiega il professor Pacini.

L’importanza di un percorso corretto

“I sintomi legati a un malfunzionamento della tiroide non sono specifici e dunque la diagnosi non è sempre semplice. Nell’ipertiroidismo il sintomo di manifestazione più frequente è la tachicardia, mentre nell’ipotiroidismo è la stanchezza sproporzionata. Sarà dunque cura del medico di base capire quando i sintomi possono essere ricondotti a un problema di natura tiroidea e in questo caso indirizzare il paziente da un endocrinologo, che suggerirà gli esami più appropriati. Particolare attenzione va dedicata ai casi di pazienti con familiarità per patologia tiroidea e alle donne in gravidanza (una carenza di ormone tiroideo durante la vita fetale, infatti, espone il nascituro a diversi rischi) nei quali è opportuno effettuare un dosaggio degli ormoni tiroidei con un esame del sangue. In tutti gli altri soggetti, in assenza di sintomi o di sospetto per malattia alla tiroide, non è necessario il dosaggio degli ormoni tiroidei”, specifica il professor Pacini.