Risponde il professor Enrico Heffler, specialista del Centro Medicina personalizzata Asma e Allergologia di Humanitas

“In gravidanza le donne asmatiche devono continuare a curarsi ed è fondamentale che continuino a farlo con la loro terapia inalatoria cronica ai dosaggi prescritti dagli specialisti, perché gli eventuali attacchi d’asma nel corso della gravidanza, e soprattutto nell’ultimo trimestre, sono un importante fattore di rischio per una gravidanza più complicata sia per la madre sia per il nascituro.

Diversa è la questione per i farmaci biologici che sono riservati ai pazienti più gravi. In questo caso, essendo farmaci innovativi per i quali non ci sono dati di lungo periodo sulla sicurezza, è consigliabile non iniziare una terapia con questi farmaci durante i nove mesi di gravidanza. Se però la terapia è stata iniziata precedentemente con ottimi risultati occorrerà valutare caso per caso se ha senso proseguirla o interromperla temporaneamente durante la gravidanza ed eventualmente riprenderla successivamente”.

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