Secondo un recente studio di Ipsos, pubblicato sul Corriere della Sera, nel 2018 in Italia sono stati eseguiti oltre 20 mila interventi di chirurgia robotica. L’indagine, che ha coinvolto centinaia di persone lombarde, ha voluto comprendere quale sia l’atteggiamento e la consapevolezza dei cittadini e pazienti intervistati in merito all’Intelligenza artificiale e alla chirurgia robotica.

Come spiegato al quotidiano da Eva Sacchi, Senior Researcher IPSOS “la chirurgia robotica sta progressivamente entrando nel bagaglio informativo dei cittadini lombardi: l’86% degli intervistati ne ha sentito parlare. Quello che però sorprende ancora più è la fiducia diffusa – attestata al 74% – circa l’approccio robotico ed i vantaggi ad esso correlati, 61%”.

Nello stesso tempo però il 76% degli intervistati ha sottolineato l’importanza di aggiornamento e formazione dei chirurghi: “Da una parte cambiano le esigenze dei pazienti e dall’altra debbono mutare anche le skill dei medici: da qui è nata l’idea, ancora nel 2011, ad esempio del primo master italiano da me coordinato in urologia robotica”, ha detto il professor Giorgio Guazzoni, responsabile dell’ Unità Operativa dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas.

La chirurgia robotica in otorinolaringoiatria

Dall’urologia, alla chirurgia addominale, passando per la ginecologia fino alla otorinolaringoiatria: negli ultimi anni la robotica è entrata in sala operatoria anche per trattare patologie benigne o tumorali del cavo orale. Ne ha parlato in un’intervista, sempre al Corriere della Sera, il professor Giuseppe Spriano, responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di Humanitas.

Grazie all’Intelligenza artificiale e alle tecnologie il medico opera il paziente da una ‘consolle’ e controlla tre bracci: “su uno di questi è montata una telecamera 3D, mentre gli altri due hanno all’estremità due piccole mani che riproducono esattamente i movimenti delle mani e delle dita del chirurgo”.

I vantaggi della chirurgia robotica

Grazie all’uso di robot in sala operatoria, “attraverso la telecamera l’occhio del chirurgo entra nella bocca del malato – ha detto l’otorinolaringoiatra – e il sistema di eccellente illuminazione consente al chirurgo di vedere al meglio anche le zone che sarebbero nascoste ad una visione diretta”. La robotica consente di vedere ‘dietro l’angolo’, di eseguire manovre chirurgiche più varie, e raggiunge anche zone inaccessibili con la chirurgia tradizionale, come le zone più profonde di faringe e laringe.

“In generale, la chirurgia robotica è più conservativa e meno invasiva: i pazienti operati al cavo orale con questo metodo recuperano la deglutizione e la capacità di parlare più rapidamente”

Quali operazioni si eseguono in otorinolaringoiatria con la chirurgia robotica

“Utilizziamo la chirurgia robotica, ad esempio, per intervenire alla base della lingua in pazienti che soffrono di apnea ostruttiva del sonno – ha chiarito Spriano -, ma anche per i tumori di laringe e faringe, che vengono rimossi passando per la bocca e non dal collo o dalla mandibola come si faceva in precedenza”.

 

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