La radioterapia rappresenta uno dei principali trattamenti nella gestione multidisciplinare del carcinoma prostatico, sia in stadio iniziale sia in fase metastatica. L’evoluzione tecnologica ha permesso lo sviluppo di trattamenti radianti sempre più efficaci e sicuri, grazie all’utilizzo di tecniche d’imaging (Image guided radiotherapy o IGRT) e di real time tracking che permettono l’erogazione in sicurezza di alte dosi con risparmio dei tessuti sani. Sono attualmente entrati nella pratica clinica gli schemi d’ipofrazionamento moderato (2.3–3 Gy a seduta) ed estremo (>5 Gy a seduta). La radioterapia stereotassica (Stereotactic body radiation therapy o SBRT) permette l’erogazione di dosi ablative in 3-5 sedute, favorendo la risposta radiobiologica del tessuto prostatico, maggiormente sensibile al frazionamento della dose come da recenti studi.

ONE-SHOT trial: radioterapia stereotassica in singola seduta per adenocarcinoma prostatico a rischio basso e intermedio

Presso l’Unità Operativa di Radioterapia e Radiochirurgia di  Humanitas, diretta dalla professoressa Marta Scorsetti, è attivo uno studio internazionale di radioterapia stereotassica in singola seduta per il carcinoma prostatico localizzato, il ONE-SHOT trial.

Si tratta di uno studio di fase I/II che ha lo scopo di dimostrare l’efficacia e la sicurezza di un approccio SBRT (radioterapia stereotassica) in singola seduta di 19 Gy con risparmio dell’uretra nei pazienti affetti da adenocarcinoma prostatico a rischio basso e intermedio. Il trattamento prevede l’utilizzo di un sistema simile al GPS, denominato Calypso©, capace di monitorare in tempo reale la posizione della ghiandola prostatica grazie all’utilizzo di transponders elettromagnetici intraprostatici che fungono da segnale. Lo studio è condotto in collaborazione con altri 3 centri svizzeri (Zurigo, Ginevra e Chur) e al momento ha già terminato l’arruolamento dei pazienti per la fase I, con risultati preliminari più che soddisfacenti.

STORM trial: radioterapia stereotassica nel carcinoma prostatico oligometastatico

La radioterapia stereotassica rappresenta anche una valida cura per il paziente affetto da carcinoma prostatico oligometastatico. È stata già provata da diversi studi l’efficacia della SBRT per il trattamento delle metastasi linfonodali e ossee, con tassi di controllo locale di malattia superiori al 90%. In caso di diagnosi di recidiva linfonodale pelvica, un trattamento “metastases-directed” (rivolto direttamente al trattamento della metastasi)  può potenzialmente ritardare l’attivazione della terapia sistemica e, in alcuni casi, curare completamente il paziente. Lo STORM trial (A Randomized Phase II Trial for the Salvage Treatment of OligoRecurrent Nodal Prostate Cancer Metastases), recentemente attivato nel reparto di Radioterapia e Radiochirurgia di Humanitas, rappresenta uno studio multicentrico internazionale che esplorerà la differenza tra il trattamento radioterapico convenzionale su tutti i linfonodi pelvici verso una radioterapia stereotassica mirata solo sulle sedi linfonodali positive. Lo studio, che ha come centro promotore lo University Hospital di Ghent (Belgio), prevede l’assegnazione randomizzata a uno dei bracci di trattamento di pazienti affetti da un massimo di 3 metastasi linfonodali intra-pelviche da adenocarcinoma prostatico, diagnosticate tramite PET-colina o PET-PSMA.

Entrambi gli studi rappresentano approcci di cura altamente innovativi ed esplorano un ambito di ricerca il cui obiettivo è quello di preservare la qualità di vita del paziente e contemporaneamente curare il tumore prostatico.