Si chiama Smoker Health Multiple Action ed è il programma di screening messo a punto in Humanitas dalla dottoressa Giulia Veronesi, responsabile di Chirurgia Robotica Toracica all’istituto di Rozzano, per la prevenzione e la diagnosi precoce delle diverse malattie cardiovascolari e polmonari causate dal fumo. Il programma di screening è stato ideato grazie anche alla collaborazione del Ministero della Salute, di Fondazione Veronesi, AIRC.

Del protocollo di screening SMAC la dottoressa Veronesi ha parlato in occasione di un’intervista, ricordando che sono 25 le patologie di cui il fumo è direttamente responsabile, molte delle quali sono letali, ma nonostante le evidenze scientifiche dimostrino sempre più convintamente i rischi per la salute, sono ancora 12,2 milioni i fumatori in Italia, pari al 20% della popolazione.

Il percorso SMAC: cosa è e a chi si rivolge

“Il programma di prevenzione Smokers Health Multiple Actions si rivolge ai fumatori, o ex fumatori di età superiore ai 50 anni, che hanno alle spalle una storia di fumo di almeno 30 anni, e sono per questo soggetti ad un alto rischio”, ha spiegato Veronesi.

“Chi ha i requisiti per partecipare viene sottoposto ad un prelievo di sangue, a una spirometria per valutare la capacità respiratoria e partecipa ad un colloquio con gli esperti del centro antifumo di Humanitas. Successivamente viene eseguita sul paziente un TAC a basso dosaggio, per verificare la presenza di noduli polmonari sospetti e valutare la calcificazione delle coronarie”.

Un algoritmo per il referto di prevenzione personalizzato

Dopo aver effettuato tutte le analisi e gli accertamenti richiesti, grazie a un algoritmo messo a punto dall’équipe della dottoressa Veronesi “possiamo stilare un referto di prevenzione personalizzato che offre indicazione specifiche sui cambiamenti che sono necessari per lo stile di vita, su eventuali terapie farmacologiche a base di statine o suggeriamo altri accertamenti da effettuare”.

I primi risultati del progetto

Ad oggi al protocollo di screening SMAC hanno aderito 900 pazienti e in 23 casi, pari al 2,6% dei pazienti è stato individuato un tumore che ancora però non aveva evidenziato sintomi. “Grazie a questo screening siamo riusciti quindi a intervenire precocemente, quando ancora il tumore era operabile – ha detto Veronesi -. Spesso infatti i pazienti arrivano quando il tumore si è già manifestato e sono minori le possibilità di guarigione”.

“Sono risultati che ci mostrano quanto è importante anche a livello di Sistema Sanitario Nazionale, la progettazione e promozione di uno screening polmonare su larga scala. Negli Stati Uniti è un realtà già diffusa, mentre in Europa siamo un po’ in ritardo su questo, ma da quest’anno il Ministero della Salute ha avviato un gruppo di lavoro per promuovere questo campo di prevenzione”.

Per saperne di più su SMAC e su come partecipare:

Fumatore o ex: sai come stai? In Humanitas arriva SMAC, il programma di prevenzione per le malattie polmonari e cardiovascolari