Si è svolto dal 13 al 17 aprile a San Diego, negli Stati Uniti, il meeting annuale dell’American Association of Neurological Surgeons; si tratta del meeting più importante a livello internazionale nel campo della neurochirurgia.

Il titolo stesso del meeting “The Science of Practice” evidenziava il target di unire la ricerca scientifica alla pratica quotidiana.

Oltre alle presentazioni scientifiche, vi sono stati oltre 40 corsi pratici che hanno introdotto i neurochirurghi all’uso delle più moderne tecnologie, in particolare all’integrazione fra nuovi microscopi/esoscopi e navigazione intraoperatoria con l’utilizzo delle più moderne tecniche di Risonanza Magnetica Nucleare.

Il premio al professor Servadei

Al meeting ha preso parte anche il professor Franco Servadei, neurochirurgo di Humanitas e professore di Humanitas University, che ha ricevuto l’American International Lifetime Recognition Award: un premio conferito annualmente a un neurochirurgo non americano che abbia contribuito alla crescita e allo sviluppo della neurochirurgia nel corso della propria carriera. Il prof. Servadei è il secondo italiano a ricevere questo premio.

La global education e il ruolo di Humanitas

Il premio menziona anche l’Università di appartenenza e, a questo proposito, il prof. Servadei spiega come Humanitas sia parte attiva nel progetto di educazione globale promosso dalla World Federation of Neurosurgical Societies (WFNS) Foundation. Un progetto il cui obiettivo è superare le disparità di conoscenze in ambito neurochirurgico tra i diversi Paesi del mondo.

“Humanitas è centro di riferimento WFNS: da due anni, ospitiamo nel Reparto di Neurochirurgia diretto dal dottor Fornari, per un mese, giovani neurochirurghi provenienti dai Paesi in via di sviluppo e offriamo loro l’occasione di stare al nostro fianco, assistere a interventi chirurgici anche complessi, avere accesso alle più avanzate tecnologie e confrontarsi con noi sui casi clinici e sulle procedure migliori da adottare”.

Un progetto importante, che punta alla condivisione delle conoscenze e al confronto tra specialisti, affinché l’esperienza clinica e le risorse dei Centri di eccellenza siano di ispirazione per i neurochirurghi provenienti dai Paesi in cui le possibilità sono più limitate, nella speranza che la loro formazione contribuisca anche alla crescita della pratica clinica dei Paesi di appartenenza.