Si è servito dell’arte e delle sue iconografie per spiegare in modo semplice e coinvolgente quali sono le più promettenti prospettive della ricerca medica, anche e soprattutto in relazione ai recenti sviluppi tecnologici. Intervenuto al convegno organizzato da Wired Italia in collaborazione con Humanitas che si è svolto nello spazio di Base Milano durante la Milano Digital Week, il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, ha raccontato le sfide della ricerca, sottolineando come senza l’approccio computazionale reso possibile dall’innovazione tecnologica, la medicina non avrebbe potuto fare gli straordinari passi avanti che sono stati compiuti negli ultimi anni e che devono essere portati avanti nel futuro che ancora ci aspetta.

Il sistema immunitario: una grande orchestra i cui suonatori sono ancora da decifrare

In questa direzione, se molto è già stato fatto è proprio grazie al professor Mantovani, illustre ricercatore italiano che ha portato alto l’onore dell’Italia nel mondo nell’ambito della ricerca medica e che alla platea riunita da Wired Italia in occasione della Milano Digital Week ha spiegato come il sistema immunitario possa essere visto come una complessa orchestra di cui ancora non sono stati scoperti tutti gli orchestrali.
“I ricercatori – ha detto il professore – sono tuttora impegnati in una complessa opera di decifrazione di questo sistema che, per numero di cellule coinvolte e per l’importanza delle sue funzioni nel corpo umano, è una sorta di alter ego del sistema nervoso”. A guidare la scoperta di nuove sezioni del sistema immunitario c’è naturalmente la tecnologia, grazie alla quale vengono analizzati e messi in relazione dati da cui altrimenti non sarebbe possibile trarre nuove conoscenze.

mantovani wired

Alla ricerca di un nuovo atlante del corpo umano al servizio della terapia immunologica

Grazie agli anticorpi monoclonali è stato possibile avviare un protocollo di cure che ad oggi sono primarie nel trattamento dei tumori del colon e della mammella, soprattutto quando questi ultimi non rispondono adeguatamente alle terapie tradizionali.
La nuova frontiera delle ricerca contro il cancro è infatti rappresentata primariamente dalla terapia immunologica, un sogno che la medicina ha da 100 anni e del cui recente sviluppo il direttore scientifico di Humanitas è stato indubbio protagonista.

Due milioni e mezzo di vite all’anno salvate dai vaccini

“Oltre allo sviluppo delle terapie immunologiche che ad oggi sono la nuova frontiera della lotta contro i tumori, un’altra interessante sfida della ricerca di oggi è rappresentata dai vaccini – ha affermato Mantovani -: oggi salvano 2 milioni e mezzo di vite all’anno, 5 vite al minuto. Nonostante i grandi risultati già ottenuti, la potenzialità di questi strumenti di cura e prevenzione sono ancora da approfondire”.
Un problema da risolvere, per esempio, riguarda come esportare quella che il professore ha definito “una conquista della civiltà umana”, e farla arrivare ad 1 milione e mezzo di bambini che ancora muoiono nel mondo ogni anno per la loro assenza.

L’approccio computazionale

In qualunque nuovo settore della ricerca medica, la novità vincente riguarda la possibilità di trattare interi settori, come ad esempio l’immunologia tradizionale o la genomica, con una nuova modalità operativa: l’approccio computazionale. Grazie alla capacità di sintetizzare un enorme volume di dati, la medicina tradizionale ha infatti subito una rivoluzione che senza la tecnologia non sarebbe mai stata possibile.

 

Photo credit: WiredItalia e WiredHealth2019