Un incontro dedicato a ricercatori, specializzandi e studenti di Humanitas, per fare il punto sul trapianto di microbiota: è il seminario “Trapianto di microbiota Intestinale. Esperienze d’uso e prospettive future”, in programma il prossimo 20 febbraio al Centro Congressi di Humanitas.

Ne abbiamo parlato con il responsabile scientifico del seminario, il prof. Enrico Stefano Corazziari, gastroenterologo e senior consultant nell’ambito del Dipartimento di Gastroenterologia di Humanitas diretto dal prof. Alberto Malesci.

L’interesse della ricerca e i trial clinici sul trapianto di microbiota

“Da quando il trapianto di microbiota ha dimostrato di essere la migliore terapia per le recidive di colite da Clostridium difficile – ha spiegato il professor Corazziari, che recentemente ha presentato la sua esperienza all’American Gastroenterology Association – abbiamo assistito ad un notevole incremento di interesse della ricerca di base e clinica nell’identificare condizioni di disbiosi intestinale che possano giovarsi di questo trattamento”.

Attualmente oltre duecento trial clinici sono in corso  per verificare  la sua efficacia  in un ampio spettro di patologie intestinali ed extraintestinali associate a disbiosi quali le malattie infiammatorie e funzionali croniche  intestinali,  l’autismo e la depressione, le malattie neurodegenerative, la  sindrome metabolica, il  diabete di tipo II,  diverse  malattie reumatiche , ematologiche e molte  condizioni di immunodepressione”, ha chiarito il gastroenterologo.

“Nonostante un chiaro nesso di causalità tra il microbiota intestinale e le numerose e diverse patologie non sia stato appurato, e nonostante molte risposte terapeutiche al trapianto riportate in letteratura non siano state sufficientemente provate da studi clinici controllati – ha poi aggiunto Corazziari – l’utilizzo del trapianto di microbiota intestinale ha già dimostrato di essere  un potente mezzo per aprire nuovi scenari di conoscenza di base, diagnostici e terapeutici in medicina”.

Microbiota: elemento fondamentale per la salute dell’organismo

“La più estesa e permeabile barriera del corpo umano – ha detto il prof. Corazziari – è la mucosa gastro-intestinale che è anche quella maggiormente esposta al contatto con sostanze estranee come cibo, germi patogeni e non patogeni, virus, funghi, antigeni ed allergeni di varia natura. Nell’apparato digerente si trova anche la massima concentrazione di elementi microbici, la flora commensale o microbiota, e la massima espressione del sistema immunitario (circa il 70% dell’intero organismo). I tre componenti: microbiota, barriera epiteliale e sistema immunitario interagiscono in maniera dinamica per mantenere, in una condizione di equilibrio, la difesa dell’organismo e preservare lo stato di salute. Diversamente, l’alterazione di uno o più di questi elementi può determinare condizioni di malattia. Le più recenti tecniche di analisi della composizione del microbiota intestinale hanno evidenziato come essa si allontani dalla norma, condizione di disbiosi, in varie situazioni patologiche”, ha concluso il professore.

Gli orari e le sessioni del seminario

Il seminario, introdotto dal prof. Alberto Malesci, è diviso in due sessioni: dalle ore 11.00 alle ore 12.00 per l’area ricerca e dalle ore 13.00 alle ore 14.00 per gli specializzandi e studenti di Humanitas University.