Tra il benessere sessuale e quello cardiovascolare la relazione è forte. Uno dei disturbi sessuali più comuni nel sesso maschile è la disfunzione erettile, una condizione multifattoriale che può essere anche il sintomo di una malattia cardiaca. Ne parliamo con il dottor Alessandro Pizzocaro, andrologo dell’Unità Operativa di Endocrinologia, e la dottoressa Maddalena Lettino del Dipartimento cardiovascolare di Humanitas.

Il deficit erettile

La disfunzione erettile è una condizione caratterizzata dall’incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione per terminare un rapporto sessuale. Nel soggetto con deficit erettile, dal sistema nervoso partono degli impulsi che inducono il rilassamento della muscolatura dei corpi cavernosi del pene e anche l’aumento dell’afflusso di sangue in questi distretti.

Uno dei fattori di rischio non modificabili della disfunzione erettile è naturalmente l’età. La sua incidenza, infatti, comincia ad aumentare dopo i quarant’anni. Come ricorda la Società italiana di Urologia il 65% degli uomini di 70 anni è interessato da disturbi della potenza sessuale. Ma questa condizione è correlata anche allo stato di salute dell’uomo. Il deficit erettile, infatti, può essere causato da problemi neurologici, psicologici, ormonali e anche vascolari. Il diabete mellito, la carenza di testosterone fino a disturbi di ordine psicologico come l’ansia e la depressione sono tutti correlati al deficit erettile. Ecco perché si definisce disturbo multifattoriale ed ecco perché per definire il trattamento della disfunzione è necessario individuare la causa sottostante.

“La disfunzione erettile non è una “malattia” ma un sintomo ha spiegato la dottoressa Lettino -. Condivide infatti con la malattia cardiovascolare tutti i fattori di rischio quali l’ipertensione, la dislipidemia, il diabete, la sedentarietà, il fumo e la non corretta alimentazione che porta all’aumento di peso. Pertanto la prima terapia per evitare non solo le malattie cardiovascolari ma anche la disfunzione erettile è la prevenzione, agendo fin da giovani sullo stile di vita”.

Cuore e disfunzione erettile

Il deficit erettile, inoltre, è correlato alla sindrome metabolica, un gruppo di condizioni e malattie che possono aumentare il rischio cardiovascolare individuale: l’aumento della glicemia, l’ipertensione, l’obesità addominale, un aumento dei trigliceridi e una riduzione del colesterolo “buono” HDL.

Numerose ricerche, tra cui una recentemente pubblicata su Vascular Medicine ha ricordato come sia importante porre attenzione anche alla disfunzione erettile come fattore di rischio della salute cardiovascolare. Questo perché tanto la malattia cardiovascolare quanto la disfunzione erettile condividono gli stessi fattori di rischio che incidono negativamente sul funzionamento dei vasi sanguigni in tutti i distretti corporei e pertanto anche quelli dell’area genitale.

“In presenza dei fattori di rischio precedentemente indicati la disfunzione erettile può essere spia di malattia vasculo-metabolica – ha proseguito la dottoressa Lettino -. Pertanto la diagnosi precoce e il corretto trattamento, non solo farmacologico ma anche educazionale e comportamentale, non solo permettono di migliorare la funzione sessuale ma possono salvare la vita evitando nel futuro il rischio di eventi vascolari”.

L’ipotesi dei ricercatori è che la valutazione della disfunzione potrebbe essere uno strumento per la stratificazione del rischio in particolare tra i giovani. Hanno pertanto condotto una meta-analisi di 28 studi che hanno esaminato la relazione tra questa affezione e la malattia cardiovascolare subclinica. Hanno riferito, in conclusione, una significativa associazione tra il deficit erettile e la funzione endoteliale pregiudicata. Questa è un marcatore dell’abilità dei vasi sanguigni di rilassarsi oltre a un segno precoce dello sviluppo di malattia vascolare. La disfunzione era anche associata a un aumento dello spessore medio intimale della carotide, un marcatore precoce di aterosclerosi.

La disfunzione erettile potrebbe essere considerata come un elemento dal valore predittivo dello sviluppo di malattia cardiovascolare subclinica e dunque silente, in particolare tra i 40 e i 50 anni? “Come detto la disfunzione erettile non è solo di natura vascolare e quindi andrebbe indagata in modo completo e su tutti i possibili fronti causali. Se si escludono altre patologie e l’ipotesi vascolare dovesse diventare prevalente, è bene pensare anche all’ipotesi di una patologia vascolare multisede e quindi valutare il coinvolgimento cardiaco”, risponde la dottoressa Lettino.

“Ovviamente nei giovani la disfunzione erettile di origine vascolare (così come la malattia cardiaca subclinica) è più rara. Dopo i 40 anni vale quanto detto sopra. Va da sé che, nei casi suggestivi per disfunzione vascolare, intervenire in modo preventivo a questo stadio è molto più utile in termini di sviluppo della malattia coronarica. Tuttavia poiché tale la funzione sessuale non dipende solamente da fattori “organici”, in aggiunta alla terapia farmacologica efficace per risolvere il sintomo sessuale, a volte è opportuno ricorrere a un supporto psicologico di “coppia” indagando anche la sessualità femminile. Difatti il coinvolgimento di entrambi i partner permette di ottenere un risultato più efficace e duraturo”, conclude la specialista.

 

 

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