Giovedì 8 marzo, in occasione della tradizionale Festa della donna, Onda – l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna – promuove uno speciale H-Open Day negli ospedali premiati con i Bollini rosa (e dunque particolarmente attenti alla salute femminile), dedicato alla ginecologia, con l’offerta di servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi.

Il focus è rappresentato in particolare dai fibromi uterini, una delle patologie ginecologiche benigne più diffuse: si stima che in Italia ne soffrano circa 3 milioni di donne.

Anche Humanitas aderisce all’iniziativa, con visite multidisciplinari per le pazienti con diagnosi di fibromi uterini esistente, con eventuale supporto da ecografia 4D. In particolare, la visita è dedicata alle donne cui è stato diagnosticato un fibroma uterino che abbiano più di 18 anni, che siano in cerca di una gravidanza o pensano di volerla in futuro o che non desiderino una gravidanza. Le visite si svolgeranno dalle ore 9 alle ore 17 e per prenotare è necessario registrarsi qui.

Che cosa sono i fibromi uterini?

Il fibroma uterino è un tumore benigno delle cellule muscolari lisce dell’utero ed è una delle patologie benigne più comuni a carico dell’apparato genitale femminile. Colpisce infatti dal 20 al 40% delle donne in età fertile e fino al 70% di quelle in premenopausa. Il fibroma si presenta come una massa nodulare le cui dimensioni possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri.

Nella stragrande maggioranza dei casi (95%) i fibromi si formano nel corpo dell’utero, mentre negli altri casi nel collo uterino (5%). A seconda della loro localizzazione, si distinguono in fibromi sottosierosi (sotto la sierosa uterina, rivestimento dell’utero), intramurali (nel miometrio, tra sierosa ed endometrio; i più frequenti) e sottomucosi (sotto l’endometrio, la mucosa uterina; i meno frequenti).

I sintomi con cui si manifesta un fibroma

I sintomi variano in base alle dimensioni, alla localizzazione e al numero di fibromi. Il sintomo più comune è l’alterazione del ciclo mestruale: possono infatti aversi cicli più lunghi, più vicini tra loro o associati a importanti perdite di sangue. Possono inoltre aversi sanguinamenti tra un ciclo mestruale e il successivo. Conseguenza del sanguinamento può essere l’anemia da carenza di ferro con pallore, stanchezza, difficoltà di concentrazione, tachicardia, problemi respiratori sotto sforzo e scarso appetito.

Un altro sintomo è il dolore, che può essere ricorrente, acuto, cronico con un senso di peso in zona pelvica o associato alla penetrazione durante i rapporti sessuali.

Gli esami per la diagnosi

La diagnosi si effettua nel corso di una visita ginecologica, dove lo specialista già in fase di anamnesi, potrebbe ottenere informazioni cliniche che possono far sospettare la presenza di un fibroma uterino.

Utile per confermare il sospetto è l’ecografia trans-vaginale, un esame semplice e indolore che permette di individuare la presenza di fibromi uterini anche di piccole dimensioni.

Potrebbe inoltre rivelarsi utile l’isteroscopia diagnostica, una procedura che mediante l’introduzione di una piccola sonda nella cavità uterina, consente di visualizzare i fibromi ed eventualmente una biopsia, ovvero un prelievo di tessuto da sottoporre ad analisi successiva.

I fibromi uterini possono avere un impatto notevole sulla quotidianità e sulla qualità della vita della donna, soprattutto in presenza di sintomi importanti. Ecco perché è importante che i fibromi siano diagnosticati per tempo e trattati in maniera opportuna.

Per ulteriori informazioni: http://bit.ly/hopenday-ginecologia-fibromi-uterini