Venerdì 24 novembre la professoressa Marta Scorsetti, Responsabile di radioterapia e radiochirurgia in Humanitas, ha tenuto un webinar sulla radioterapia stereotassica corporea (SBRT) nel trattamento dei tumori del pancreas.

La radioterapia stereotassica corporea (SBRT, Stereotactic Body Radiation Therapy) è una tecnica radioterapica non invasiva che mediante un’elevata dose di radiazioni dirette sul tumore, permette la morte cellulare (o necrosi).

“Il webinar, organizzato dalla International Stereotactic Radiosurgery Society (ISRS) è rivolto a colleghi di tutto il mondo che vogliono approfondire la conoscenza dell’uso della radioterapia stereotassica nei tumori del pancreas. In particolare è dedicato agli oncologi medici, ai radioterapisti oncologi, ai chirurghi e medici di medicina generale”, ha spiegato la professoressa Scorsetti.

Quando la radioterapia stereotassica è indicata nei pazienti con tumore al pancreas?

“Questa procedura è indicata nei pazienti con malattia localmente avanzata del pancreas, inoperabili per infiltrazioni dei vasi o in coloro che necessitano di terapia prima dell’intervento chirurgico per aumentare la possibilità di un intervento radicale. Può essere inoltre utile in pazienti anziani o fragili che non possono essere sottoposti a chirurgia per la presenza di comorbidità (come cardiopatie, BPCO) o ancora in alternativa alla terapia convenzionale in 25 sedute”, sottolinea la specialista.

Quali sono i benefici della SBRT?

“La SBRT richiede un tempo di trattamento minore rispetto alla terapia convenzionale (5-6 sedute rispetto a 25-30); è una procedura non invasiva che si esegue in regime ambulatoriale senza anestesia.

Non provoca dolore e anzi, nella maggioranza dei casi, riduce i sintomi presenti dolore compreso.

Il trattamento radiante è estremamente preciso e accurato. Viene erogata un’alta dose di radiazioni rivolta al tumore, minimizzando l’impatto sui tessuti sani, per cui la tossicità è ridotta e il trattamento è molto ben tollerato senza effetti collaterali di rilievo.

La seduta di radioterapia dura 10 minuti circa e gli effetti secondari sono minimi, come per esempio possibile stanchezza, nausea e alterazioni transitorie dell’alvo”, ha concluso la professoressa Scorsetti.