In medicina, l’espressione ulcera indica un’erosione che non guarisce da sola e che necessita di un trattamento farmacologico. L’ulcera peptica, come ha spiegato il professor Silvio Danese, Responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali in Humanitas, ospite in studio a Tutta Salute su Rai 3, è l’ulcera delle alte vie digestive e può riguardare tipicamente lo stomaco (l’ulcera gastrica) o il duodeno (ulcera duodenale).

“Si calcola che sono circa 4 milioni le persone che ogni anno hanno un’ulcera peptica; l’ulcera gastrica colpisce soprattutto i soggetti al di sopra dei 60 anni, mentre quella duodenale le persone più giovani”, ha spiegato il professore.

Quali sono le cause dell’ulcera peptica?

“Alla fine degli anni Novanta è stato isolato il maggior responsabile dell’ulcera peptica, Helicobacter pylori, un batterio che si annida nello stomaco e che può indurre gastrite (ovvero infiammazione), e che in alcuni pazienti può portare alla formazione di ulcera gastrica o duodenale. L’Helicobacter induce dunque una reazione infiammatoria che solo in alcuni soggetti porterà alla formazione dell’ulcera peptica vera e propria. È bene poi sottolineare che non tutti gli Helicobacter sono uguali, alcuni sono maggiormente patogeni e dunque più lesivi a livello dell’apparato digerente.

Tra gli altri fattori responsabili, l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei, il fumo e l’alcol. Nel caso dei farmaci, per esempio, la mucosa dell’apparato digerente produce delle sostanze che creano protezione, come se fossero uno smalto; l’assunzione di questi farmaci blocca la produzione di queste sostanze e così la mucosa diventa più facilmente aggredibile”, ha sottolineato il prof. Danese.

I sintomi dell’ulcera peptica

“Tipicamente il paziente riferisce dolore a livello della bocca dello stomaco oppure lateralmente sulla destra. Ci sono però alcune differenze tra ulcera gastrica e duodenale, il dolore è infatti diverso in relazione all’assunzione del cibo: nell’ulcera gastrica il dolore peggiora quando si mangia, mentre in quella duodenale si ha un miglioramento in seguito all’assunzione di cibo; talvolta questo tipo di ulcera a digiuno può dare un sintomo simile alla fame, un dolore che può presentarsi anche nel corso della notte e che dopo aver mangiato, migliora. Possono poi esserci sintomi aspecifici e classici nei disturbi alle vie digerenti, come nausea, inappetenza e vomito”, ha spiegato il prof. Danese.

Guarda l’intervista completa al professor Danese, dal minuto 11.28, clicca qui.

 

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