Martedì 7 novembre, il professor Alessandro Zerbi, Responsabile di Chirurgia Pancreatica in Humanitas, è stato il protagonista della diretta Facebook dedicata ai tumori del pancreas. Molti i temi trattati: il carcinoma del pancreas e gli altri tumori, la familiarità e i programmi di sorveglianza, la chirurgia e il ruolo della ricerca.

Sono arrivate moltissime domande e non a tutte è stato possibile fornire risposta. Ne riprendiamo alcune in questo articolo, con il contributo del professor Zerbi.

Tumori del pancreas

  • Avendo avuto un carcinoma midollare della tiroide, c’è un’alta probabilità di tumore al pancreas?

Potrebbe esserci un aumentato rischio di avere un tumore endocrino del pancreas (non un carcinoma) nell’ambito delle neoplasie endocrine multiple (MEN).

  • È possibile non vedere un tumore alla testa del pancreas tramite tac o risonanza magnetica?

È molto difficile non vederlo con queste indagini, salvo casi eccezionali direi che si può escludere.

  • Ci sono o partiranno a breve nuove sperimentazioni per adenocarcinoma del pancreas? Se sì, quali sono i requisiti per poter accedere? Esiste una cura immunologica per questo tipo di tumore?

Studi sperimentali per valutare l’efficacia di nuovi farmaci vengono attivati con una certa frequenza. I requisiti per accedere variano di volta in volta, in base al tipo di farmaco: solitamente sono criteri “biologici”, legati cioè a specifiche caratteristiche del tumore che vanno valutate con apposite analisi di laboratorio. Cure immunologiche sono allo studio, ma nessuna è ancora entrata nella pratica clinica.

  • Nel 2015 ho avuto una diagnosi di tumore al pancreas (5 noduli) nell’ambito della sindrome MEN1. Sono asintomatico e non sto seguendo alcuna terapia; attualmente godo di una buona qualità di vita anche se mi sto curando per gli esiti di un micro adenoma dell’ipofisi (sempre MEN1) e per una trombocitemia essenziale diagnostica nel 2000. Dai dati di letteratura medica, cosa mi devo attendere per il prossimo futuro? Il tumore del pancreas causato dalla MEN1 ha caratteristiche diverse dagli altri?

Il tumore del pancreas nell’ambito della MEN 1 è un tumore endocrino (quindi non un carcinoma) che ha solitamente un comportamento poco aggressivo, di tipo “quasi” benigno. È lecito attendersi una lenta e progressiva crescita dei noduli: fino a quando avranno dimensioni ridotte (diciamo sotto i 2-3 cm) si può però osservarli e non operarli. Se dovessero dare sintomi o crescere ulteriormente, va preso in considerazione un intervento chirurgico.

  • Rispetto al tumore alla coda del pancreas, che al momento della diagnosi presenta già secondarismi epatici, quali sono le condizioni per le quali è possibile prospettare (e raccomandare) un intervento chirurgico?

Solitamente i tumori del pancreas (intesi come carcinomi) che presentano metastasi epatiche non hanno indicazione alla chirurgia, perché l’asportazione del solo tumore primitivo non è in grado di modificare la prognosi, e vanno trattati con la chemioterapia. Qualora però ci fosse una buona risposta al trattamento chemioterapico, con scomparsa o persistenza di solo 1-2 metastasi, si può prendere in considerazione, in  casi particolari, l’intervento chirurgico.

  • Ho 42 anni e un tumore al pancreas diagnosticato questa primavera grazie a dei forti dolori al basso ventre destro ancora presenti. Ho tutt’ora nausea frequente e forte affaticamento, inappetenza e/o sbalzi di appetito “feroce”: sono collegabili alla neoplasia del pancreas riscontrata?

È verosimile che questi sintomi, anche se abbastanza aspecifici, siano riconducibili al tumore del pancreas.

  • Che dieta consiglia per malata di tumore al pancreas di 77 anni? Il gelato si può mangiare?

Nessuna controindicazione a mangiare il gelato, non vi sono restrizioni dietetiche specifiche in chi ha un tumore del pancreas, eccetto limitare l’assunzione di cibi ricchi di grassi animali e gli alcolici.

Cisti

  • Ho una ciste al pancreas che cresce lentamente, è pericolosa?

Dipende dalle caratteristiche della cisti, è impossibile generalizzare. Comunque le dimensioni da sole non solo un elemento sufficiente di pericolosità.

  • Una ciste mucinosa in quanto tempo degenera? Se è posizionata sulla testa del pancreas, è più difficilmente raggiungibile rispetto alla coda?

Il caso va valutato individualmente, in base alla caratteristiche della cisti. Non tutte le cisti mucinose degenerano, e quelle che degenerano lo fanno con tempistiche molto variabili. Le cisti localizzate nella testa, qualora dovessero essere asportate chirurgicamente, richiedono un intervento chirurgico più complesso di quelle localizzate nella coda.

  • Ho 53 anni e un problema di dilatazione del coledoco, produzione fanghiglia, colecisti, due pancreatiti dopo Ercp. Che rischio c’è di avere una patologia più seria?

Si tratta di un problema legato alla calcolosi biliare, non ha nulla a che vedere con i tumore del pancreas.

Pancreatite

  • Ho la pancreatite acuta, mi hanno diagnosticato delle cisti sul dotto da un anno, devo tenerle sotto controllo?

Direi proprio di sì, anche perché queste cisti potrebbero sia la conseguenza che la causa della pancreatite. Andrebbero valutati bene i rapporti tra le cisti e il dotto pancreatico.

  • Ho avuto la pancreatite da medicinali, come devo comportarmi? Da allora ho anche un problema al rene.

Dipende dal medicinale e dagli esiti che ha lasciato la pancreatite. Il problema al rene mi sembra poco probabile che possa dipendere dalla pancreatite.

Cure specifiche no. Ci sono però progressi nei provvedimenti da prendere per controllare i sintomi che di volta in volta la pancreatite cronica dovesse causare. È importante sottolineare la necessità di controlli protratti nel tempo, soprattutto quando la figlia sarà adulta, per il possibile rischio di degenerazione di questa malattia.

 

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