Si è svolta lunedì 23 ottobre al Quirinale, alla presenza del Presidente Sergio Mattarella, la Cerimonia di inaugurazione dei Giorni della Ricerca, l’iniziativa dell’Associazione Italiana per La Ricerca sul Cancro (AIRC), giunta alla ventesima edizione.

Dal 30 ottobre al 5 novembre saranno molte le iniziative di AIRC per informare i cittadini sui progressi ottenuti dalla ricerca scientifica in ambito di prevenzione, diagnosi e cura del cancro, per presentare le prossime sfide dei ricercatori e per raccogliere fondi che sostengano il loro lavoro.

Alla Cerimonia era presente anche il professor Alberto Mantovani, Direttore scientifico di Humanitas, che ha dichiarato: “Oggi ho il privilegio di vivere l’avverarsi di un sogno che è stato il sogno dei padri della medicina, ovvero quello di usare le armi dell’immunità contro il cancro. Questo però non ci può bastare perché solo un quinto dei pazienti si avvantaggia delle strategie immunologiche. Quindi, il bicchiere è mezzo pieno, ma non dobbiamo fermarci: il mio personale motivo di speranza sono le luci del mio laboratorio tenute accese dai giovani sostenuti da AIRC: la sera tardi, nei giorni di festa, le loro telefonate per comunicarmi i nuovi risultati anche nella settimana di Ferragosto”.

No alle credenze anti-scientifiche

Forti le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:Non possiamo accettare che nel ventunesimo secolo acquistino credito credenze anti-scientifiche e che queste credenze ostacolino indispensabili azioni preventive come le vaccinazioni, finalizzate a sradicare o a impedire il ritorno di malattie pericolose”. Ha lanciato poi un messaggio di speranza: “Sconfiggere i tumori è possibile. Ma tutti dobbiamo contribuirvi”.

Dove si fa ricerca si cura meglio

“La sopravvivenza ai tumori è da noi più alta e ciò anche grazie al nostro Servizio sanitario nazionale”, ha spiegato Pier Giuseppe Torrani, Presidente di AIRC.

“Assicuriamo una sopravvivenza ai pazienti superiore alla media europea, uguale, a volte superiore, a quella dei Paesi più ricchi del nord Europa. Sappiamo che dove si fa ricerca si cura meglio. Ma abbiamo un problema di condivisione all’interno del Paese, con differenze Nord-Sud che vanno colmate”, ha sottolineato il professor Mantovani.