Venezia ha ospitato il 21 e 22 settembre scorsi la tredicesima edizione di The future of science, un ciclo di conferenze della Fondazione Umberto Veronesi cui ha preso parte anche il professor Alberto Mantovani, Direttore scientifico di Humanitas, con un intervento sul ruolo del sistema immunitario nella lotta contro diverse malattie, cancro compreso. Un tema che è stato al centro anche di un editoriale del professor Mantovani pubblicato su Repubblica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente individuato in microbi vecchi e nuovi minacce per la salute umana. Una salute che è messa in pericolo anche da malattie come i tumori. La scienza e la ricerca scientifica rappresentano dunque “una cintura di sicurezza per l’umanità” perché è grazie a loro che possiamo sperare di contrastare queste minacce in maniera efficace. “E le armi immunologiche – fra cui i vaccini – costituiscono uno dei baluardi fondamentali per la nostra difesa”, scrive il prof. Mantovani.

Il ruolo dei vaccini

Siamo continuamente esposti ad agenti microbici che diventano resistenti ai farmaci e che si diffondono anche in luoghi molto distanti da dove si sono presentati inizialmente, a causa della globalizzazione della società e alla maggior frequenza dei viaggi. È il caso del virus Zika, di Chikungunya e di Ebola. “Dobbiamo pensare le malattie dei paesi più poveri come se fossero anche nostre. E dobbiamo essere preparati ad affrontarle, con misure di contenimento, farmaci e vaccini”.

Non disponiamo di vaccini per tutte le malattie, sfuggono per esempio alla loro protezione alcune malattie infettive (campo tradizionale di azione dei vaccini), ma anche le patologie croniche e degenerative.

Il prof. Mantovani porta l’esempio della tubercolosi, che ha ucciso più persone di qualsiasi altra malattia. “Un terzo dell’umanità è portatore del germe della tubercolosi: di queste persone, ogni anno, 10 milioni si ammalano, e un milione muore. Potremmo raggiungere l’obiettivo di ridurre la mortalità da tubercolosi del 90% entro il 2030 solo sviluppando un vaccino efficace”.

Anche Helicobacter pylori infetta più della metà del genere umano causando gastrite, ulcera peptica, adenocarcinoma gastrico e linfoma delle mucose. “Oggi abbiamo la speranza che un vaccino contro Helicobacter pylori diventi il terzo anticancro a nostra disposizione, dopo quelli contro epatite B e human papilloma virus (Hpv)”, auspica il prof. Mantovani.

La lotta contro il cancro

Ma è la lotta contro il cancro la nuova frontiera dell’immunità e dei vaccini. Dagli ultimi dati emerge la possibilità di realizzare vaccini terapeutici efficaci, con incoraggianti risultati che arrivano da una sperimentazione clinica di un vaccino personalizzato contro il melanoma. “Ma questo è il futuro. Il presente, oltre ai vaccini preventivi, sono l’immunoterapia e le terapie immunologiche, che stanno cambiando in modo radicale lo scenario della lotta contro il cancro”. E che si sono ritagliate un ruolo crescente, accanto alle più tradizionali chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie mirate. C’è però ancora bisogno di ricerca, ha sottolineato il prof. Mantovani.