Si terrà sabato 7 ottobre presso il Centro Congressi di Humanitas, un incontro dedicato alla gestione del tumore del pancreas.

Sabato mattina, infatti, gli interessati e i medici di medicina generale potranno accedere a uno speciale momento di incontro a loro riservato, in cui potranno confrontarsi con le associazioni dei pazienti e con i professionisti del mondo medico e ricevere cosi informazioni e consigli pratici e concreti, legati per esempio alla nutrizione, utili a supportare il paziente anche a domicilio.

“L’interazione tra associazioni dei pazienti, società scientifiche e ospedali a carattere scientifico, in cui cura e ricerca sono intrinsecamente uniti, sta diventando sempre più fondamentale, soprattutto nel caso di patologie delicate e importanti come il tumore del pancreas. L’apertura per la prima volta dell’appuntamento annuale dell’AISP (Associazione Italiana Studio Pancreas), la più importante società scientifica italiana di pancreatologia va proprio in questa direzione, un primo passo che si spera porti a una sempre maggiore interazione tra tutti gli attori che hanno un ruolo primario nella gestione del malato”, spiega il professor Alessandro Zerbi, Responsabile della chirurgia del pancreas di Humanitas e presidente AISP.

Il congresso annuale dell’AISP

Questo incontro si inserisce all’interno del congresso annuale dell’AISP che si terrà in Humanitas dal 5 al 7 ottobre e che riunisce i massimi esperti italiani nel campo della pancreatologia. Verranno affrontati tutti gli aspetti delle malattie del pancreas, sia per quanto riguarda le più recenti scoperte realizzate dalla scienza di base, sia in relazione alla diagnostica; l’appropriato ricorso ai presidi terapeutici e la definizione delle corrette indicazioni alle procedure chirurgiche.

“Le malattie del pancreas sono ancora poco conosciute e il nostro impegno è massimo per fare progressi nella ricerca e nella clinica, passando dalla definizione di nuovi protocolli e programmi di screening fino allo sviluppo di tecniche chirurgiche mininvasive. La vivacità e la grande presenza di giovani al congresso è un segno di speranza per il futuro” conclude il prof. Zerbi.