Si parla di dolore cronico in presenza di dolore che persiste nel tempo, in genere oltre i 3-6 mesi rispetto al normale tempo di guarigione. Di dolore cronico soffrono, per esempio, pazienti con condizioni comuni come lombalgia, lombosciatalgia, cervicalgia e cefalea muscolo-tensiva, artrosi, ma anche pazienti affetti da patologie reumatiche, fibromialgia o neuropatie di differente origine come la neuropatia diabetica o in seguito a Fuoco di Sant’Antonio.

Spesso i pazienti che soffrono di dolore cronico presentano anche disturbi come ansia e depressione, ma qual è la correlazione tra queste condizioni? Ne parliamo con il dottor Fabio Intelligente, anestesista e coordinatore del Servizio di Terapia Antalgica per il dolore cronico in Humanitas.

I rischi del dolore cronico non controllato

“Le cause all’origine del dolore possono essere molteplici ed è importante intervenirvi perché il dolore cronico non controllato può avere un impatto fortissimo sulla quotidianità del paziente e può dar origine alla cosiddetta “malattia dolore”, un quadro in cui il dolore non è più un sintomo ma una malattia vera e propria con importanti ripercussioni sul tono dell’umore e dunque sulla socialità, sulla vita lavorativa e sulle capacità economiche”, spiega il dottor Intelligente.

Terapia antalgica e stile di vita

“Il dolore cronico va curato in maniera tempestiva e per farlo si può ricorrere non solo alla terapia farmacologica, ma anche alle infiltrazioni e a procedure mininvasive che non richiedono l’uso del bisturi né lunghi tempi di recupero. L’obiettivo è da un lato conservare la funzionalità e dall’altro garantire al paziente una qualità di vita che sia la migliore possibile.

Gioca poi un ruolo fondamentale lo stile di vita: una dieta varia e bilanciata, come per esempio quella mediterranea, è l’ideale per aiutare il nostro organismo a controllare il dolore. Sono preferibili i prodotti naturali, ricchi di fibre, grassi “buoni”, frutta e verdura, anche allo scopo di prevenire o combattere il sovrappeso; i chili in eccesso infatti possono aggravare la condizione dolorosa”, sottolinea lo specialista.

I disturbi dell’umore e il dolore cronico

“Soffrire di dolore cronico altera l’intero organismo, il dolore infatti non è più una sensazione sgradevole, ma coinvolge l’interezza della persona, con ripercussioni non solo sulla salute, ma anche sulla vita di relazione, lavorativa e sociale.

Un quadro così complesso può essere terreno per l’insorgenza di disturbi come ansia e depressione, così come nei pazienti che già soffrono di ansia e depressione, il dolore cronico può peggiorare i sintomi.

È indubbio dunque il legame tra dolore cronico e disturbi dell’umore; si pensi, per esempio, che alcuni farmaci indicati per il dolore cronico sono antidepressivi e ansiolitici e agiscono sul dolore e sull’umore, per il coinvolgimento degli stessi neurotrasmettitori, come la serotonina e la noradrenalina”, precisa il dottor Intelligente.

 

 

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