Il glaucoma è una malattia cronica e progressiva, le cui cause non sono ancora note. Colpisce il nervo ottico e rappresenta la seconda causa di disabilità visiva al mondo.

Il professor Paolo Vinciguerra, Responsabile del Centro Oculistico di Humanitas, spiega: “Il glaucoma si manifesta con tre fattori: un’elevata pressione dell’occhio che causa deterioramento del nervo ottico e conseguente danneggiamento del campo visivo. Affinché si tratti di glaucoma occorre la presenza di tutti e tre questi fattori.

La diagnosi del glaucoma è spesso tardiva e l’impatto sociale di questa patologia è molto rilevante”.

Come si effettua la diagnosi?

Non esistono strategie preventive nel caso del glaucoma, così come nel caso di altre patologie oculari. È però fondamentale la diagnosi precoce, perché “permette di giocare di anticipo, sottoponendo il paziente a una terapia meno invasiva e meno demolitiva”, precisa il professor Vinciguerra.

Nel caso del glaucoma, la diagnostica avanzata ad alta tecnologia è in grado di prevedere come evolveranno la vista e il campo visivo, fornendo così allo specialista indicazioni utili sul trattamento più appropriato.

Come si cura il glaucoma?

La terapia prevede inizialmente la somministrazione di colliri. Laddove questi non siano sufficienti a diminuire la pressione oculare o il danno a carico del campo visivo, si rende necessario l’intervento chirurgico (trabeculectomia) o trattamenti parachirurgici, come il laser.

“Assumono poi una sempre maggiore rilevanza gli impianti valvolari, indicati soprattutto nei pazienti con glaucoma avanzato o nei quali l’intervento chirurgico tradizionale non ha dato i risultati sperati, quando esistano le condizioni per poter effettuare un intervento che, con le nuove tecnologie è assai meno invasive e consente un recupero pressoché immediato.

È un intervento nuovo, poco invasivo, che grazie a valvole drenanti in grado di sfiatare l’occhio malato, ristabilisce la corretta pressione oculare”, spiega il prof. Vinciguerra.

 

 

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