Il tumore del pancreas rappresenta la quarta causa di morte per tumore nei Paesi occidentali, e si prevede che nel 2030 sarà la seconda causa subito dopo il tumore del polmone. Di tumore al pancreas e delle opzioni di trattamento ha parlato il professor Alessandro Zerbi, Responsabile di Chirurgia Pancreatica in Humanitas, in un’intervista.

“Quando parliamo di tumore al pancreas dobbiamo tenere presente che non ci riferiamo a una sola patologia, ma parliamo di diverse condizioni come adenocarcinoma del pancreas, tumore endocrino e tumori di tipo cistico”.

Adenocarcinoma del pancreas

L’adenocarcinoma è la forma più pericolosa, perché si presenta in maniera subdola, ha una crescita rapida e tende a dare metastasi. Inizialmente il tumore tende a essere asintomatico, per cui la diagnosi non è facile.

La diagnosi precoce è però fondamentale ed è dunque importante, soprattutto nei soggetti con familiarità, sottoporsi a esami di screening nei Centri dedicati, per identificare eventuali lesioni, anche molto piccole, e monitorarle nel tempo.

La TC con mezzo di contrasto permette di individuare il tumore e capirne lo stadio di evoluzione, mentre grazie all’ecoendoscopia è possibile ottenere immagini del pancreas ed effettuare biopsie per differenziare il tipo di tumore.

Tumore endocrino e tumori cistici

Il tumore endocrino è più raro e in genere è un tumore benigno; anche le sue forme maligne sono in genere poco aggressive. Per diagnosticarlo si rivelano utili la TC, la risonanza magnetica e l’ecoendoscopia. In alcuni casi possono essere  di aiuto anche alcuni esami di laboratorio che misurano i marcatori tumorali.

I tumori cistici sono più frequenti di quelli endocrini; si distinguono in sierosi (benigni) e mucinosi (che possono evolvere in tumori maligni). La diagnosi, anche in questo caso, si avvale di TC, risonanza magnetica o ecoendoscopia.

L’intervento chirurgico

La rapidità e l’aggressività della diffusione del tumore del pancreas nei tessuti vicini, la sua refrattarietà alla chemioterapia standard e la sua tendenza a recidivare ne fanno uno dei tumori più difficili e impegnativi da trattare.

La scelta sull’opportunità o meno di un intervento chirurgico varia da paziente a paziente. In alcuni casi infatti, si può ricorrere a chemioterapia o radioterapia. Se però, per esempio, il tumore ha l’aspetto di un carcinoma ben localizzato in genere si decide di operare.

L’intervento chirurgico di asportazione del tumore non è semplice, sia per la posizione del pancreas (che è situato in profondità ed è vicino a vene e arterie importanti), sia perché è un organo delicato, che produce succhi digestivi che tendono a erodere i tessuti circostanti.

A seconda del caso poi, la chirurgia può essere preceduta o seguita da trattamento chemioterapico o radioterapico. “Va sottolineato che i farmaci chemioterapici sono oggi più mirati e quindi hanno maggiore possibilità di successo rispetto al passato. La prognosi è migliore di un tempo e ci sono pazienti che guariscono”, ha sottolineato il professor Zerbi.

L’importanza di un Centro multidisciplinare

È importante che il paziente sia trattato in Centri ad alta specializzazione ed esperienza clinica, da diversi studi infatti è emerso come un approccio multidisciplinare garantisca una diagnosi migliore e trattamenti più efficaci.

In Humanitas è attivo il Centro per le malattie del pancreas e del duodeno, in cui collaborano diverse figure professionali per offrire diagnosi accurate e quindi migliori cure per i pazienti.

 

Prenota una visita con il dott. Alessandro Zerbi