La rettocolite ulcerosa è una patologia infiammatoria cronica dell’intestino, che riguarda soprattutto il colon. Per motivi che non sono noti, il sistema immunitario aggredisce l’intestino provocando così un’infiammazione.

Di rettocolite ulcerosa ha parlato il professor Silvio Danese, Responsabile Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino di Humanitas, in un’intervista a Radio InBlu.

“I pazienti con rettocolite ulcerosa lamentano diarrea e spesso notano la presenza di sangue. In alcuni casi la malattia può essere confusa con le emorroidi, soprattutto nei casi più leggeri.

Mediante una colonscopia però si effettua la diagnosi e spesso sono necessarie piccole biopsie in modo da effettuare un esame istologico che confermi o meno la presenza di cellule infiammatorie nell’intestino”, spiega il professor Danese.

Come si cura la rettocolite ulcerosa?

“Per la cura di questa patologia sono disponibili farmaci tradizionali (per esempio cortisone, immunosoppressori) e farmaci biologici: si tratta di farmaci intelligenti, capaci di spegnere i bottoni fondamentali dell’infiammazione. Funzionano contro molte malattie infiammatorie, non solo intestinali, come l’artrite reumatoide o la psoriasi, perché molto spesso i meccanismi dell’infiammazione in queste patologie sono comuni. Nei pazienti che soffrono di più patologie contemporaneamente, grazie a un unico farmaco è possibile spegnere o controllare più distretti”, spiega il prof. Danese.

Un nuovo farmaco in via di approvazione

Sono moltissimi inoltre i farmaci in via di sperimentazione. Uno studio recente, pubblicato su New England Journal of Medicine, condotto su una piccola molecola di sintesi (tofacitinib) ha evidenziato come questo farmaco riesca a bloccare più mediatori dell’infiammazione contemporaneamente, offrendo effetti positivi su molteplici fronti.

“Lo studio, condotto su pazienti con malattia moderata o severa mai stati esposti ai farmaci biologici o refrattari agli stessi, ha dimostrato ottimi tassi di successo a prescindere dalla storia clinica dei pazienti.

Il nuovo farmaco è in via di approvazione e potrebbe essere disponibile in circa un anno. Si pensi che è già disponibile per l’artrite reumatoide, a dimostrazione che i meccanismi da un punto di vista immunologico siano collegati tra loro”, ha concluso il prof. Danese.

 

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