L’arrivo della bella stagione porta con sé un aumento dei disturbi legati alla cattiva digestione, come reflusso gastroesofageo, gastrite e all’ulcera peptica. Perché questo accade e come regolarsi? Ne hanno parlato in un’intervista due specialisti di Humanitas: il professor Alessandro Repici, Responsabile di endoscopia e il dottor Gianluca Lollo, gastroenterologo.

In primavera si avverte di più il bruciore di stomaco (pirosi gastrica) perché aumentano gli acidi prodotti dalle pareti dello stomaco, in particolare l’acido cloridrico. Questo è legato a una condizione primitiva, quando nel corso dell’inverno la possibilità di reperire cibo era molto difficile e pertanto l’organismo riduceva la secrezione di acidi gastrici che avrebbero danneggiato le pareti dello stomaco, non essendo impegnati nella digestione.

Nella stagione primaverile poi la maggior disponibilità di luce attiva la formazione dell’ormone cortisolo. Una sua aumentata produzione però limita la peristalsi intestinale, ovvero i movimenti involontari della mucosa dello stomaco e dell’intestino, che favoriscono la digestione. Il cortisolo poi predispone ad ansia e sbalzi d’umore, che portano talvolta inappetenza e dispepsia.

I problemi digestivi e il bruciore sono per molti anche la conseguenza di cattive abitudini invernali, come maggior sedentarietà, alimentazione meno curata e più ricca di grassi, assunzione di troppi caffè, fumo. Condizioni che possono irritare la mucosa dello stomaco, rendendola più sensibile agli acidi gastrici.

Partire dall’alimentazione

Per contrastare bruciore e pesantezza di stomaco è bene prestare attenzione a come si mangia. È consigliabile innanzitutto ridurre il consumo di grassi di origine animale come burro, uova, latticini e le carni grasse. Evitare poi insaccati, piatti elaborati, cibi piccanti, fritti, dolci a base di panna e i piatti pronti che sono ricchi di sale e conservanti. Attenzione anche a cioccolata, liquirizia, menta, caffè, alcolici, pomodoro e in alcuni casi anche agli agrumi, come limoni e arance.

Preferire i cereali, come riso e pasta integrale (le cui fibre aiutano la digestione), conditi con olio e verdure (attenzione al pomodoro però che è acido). Meglio carne bianca e pesce, cotti al forno o al vapore con aromi e verdure. La frutta andrebbe consumata cruda, ma se dà problemi di acidità può essere cotta.

È bene poi dedicarsi all’attività fisica: mezz’ora al giorno circa di camminata veloce, marcia, bicicletta o corsa blanda aiuta a digerire perché agisce positivamente sulla peristalsi intestinale, scarica la tensione e aumenta il dispendio calorico.

In presenza di disturbi digestivi si può chiedere consiglio al medico o al farmacista, che potranno consigliare – laddove il problema duri più di qualche giorno, farmaci antiacidi a base di bicarbonato di sodio e acido citrico, o carbonato di calcio o magnesio.

Se i sintomi si protraggono per una settimana, è invece preferibile consultare uno specialista gastroenterologo.

 

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