La cistite è un’infiammazione del basso tratto urinario dovuta a un attacco batterico, il cui sintomo caratteristico, almeno in prima battuta, è un frequente bisogno di urinare. È un disturbo che colpisce sia gli uomini sia le donne, seppur interessi prevalentemente il sesso femminile.

Grazie al contributo del dottor Massimo Lazzeri, urologo in Humanitas, proviamo a rispondere ad alcune domande piuttosto comuni su questo disturbo.

Trattenere l’urina aumenta il rischio cistite?

“Non bisogna stressare la vescica, impedendone lo svuotamento quando lo richiede. Trattenere le urine e superare il limite di elasticità della vescica fa sì che, quando finalmente si urina, non si riesca a svuotare tutto il contenuto vescicale, con il rischio che il residuo rimasto all’interno dell’organo possa rappresentare un fattore predisponente all’infezione”.

L’idratazione previene la cistite?

Bere in maniera adeguata in funzione alle proprie perdite di liquidi, e dunque alla sudorazione, e in funzione alla stagionalità, bevendo un po’ di più in estate e un po’ meno in inverno, è sicuramente un fattore preventivo nei confronti della cistite. Una buona idratazione consiste in almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. È importante non eccedere, come nel caso di chi arriva a bere 3 o 4 litri al giorno, perché questo determina un sovraccarico di funzione vescicale”.

La cistite può essere dovuta allo stress?

“Il prototipo della cistite è la cistite batterica acuta, dovuta a un patogeno; ma esiste anche l’altra faccia della medaglia, costituita dal nostro sistema immunitario. Situazioni particolari di stress dunque o situazioni riconducibili a momenti ormonali particolari della donna sebbene non siano la causa della cistite, possono però determinare un fattore favorente in presenza di un quadro infettivo che sarebbe ben gestito dal nostro sistema immunitario, ma che in quella situazione contingente ha un esito patologico, ovvero la cistite stessa”.