Le cardiopatie nelle donne sono spesso diagnosticate tardivamente, anche a causa di una sintomatologia non specifica. Nelle donne inoltre si fa meno prevenzione e il sesso femminile non è rappresentato nella ricerca sulle cardiopatie. Medicina 33, la rubrica del TG2 dedicata alla salute, ne ha parlato con la dott.ssa Lucia Torracca, Responsabile di Cardiochirurgia in Humanitas.

Alcune patologie nell’immaginario collettivo vengono percepite come maschili, come le cardiopatie, a discapito della prevenzione. “Nella popolazione femminile si fa poca prevenzione sulle cardiopatie. Le cardiopatie, sia ischemiche sia di altra natura, insieme alle malattie cerebrovascolari, sono la principale causa di morte nelle donne sopra i 65 anni e questo è assolutamente misconosciuto, non solo nella popolazione generale ma talvolta anche in ambito medico. Spesso le donne arrivano al trattamento tardivamente”, spiega la dottoressa Torracca.

 

Nelle donne, i sintomi sono atipici

“Mentre gli uomini sono molto allertati dalla sintomatologia, le donne tendono a sottovalutarla proprio perché non hanno una percezione del fatto che i sintomi possano essere sintomi cardiaci importanti. Tutti sanno che in presenza di dolore toracico, bisogna recarsi rapidamente da un medico o in pronto soccorso, ma nella donna non sempre è presente dolore toracico: i disturbi dell’infarto sono spesso atipici, come malessere o nausea“.

Il sesso femminile è anche sottorappresentato nelle prove cliniche e i risultati che si ottengono con gli uomini vengono traslati sulle donne.

 

La chirurgia riparativa

Ci sono poi tecniche chirurgiche relative al cuore che possono tenere conto del genere, come la riparazione valvolare, in cui la dottoressa Torracca è specializzata.

“In generale la chirurgia riparativa è vantaggiosa rispetto a quella sostitutiva; la chirurgia riparativa è indicata in maniera ideale nelle donne portatrici di vizi valvolari e che hanno in programma una gravidanza”.

 

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