L’anestesia è la desensibilizzazione dell’organismo precedente all’intervento chirurgico. Viene indotta attraverso l’utilizzo di farmaci e può interessare l’intero organismo o una parte di esso.

Ne ha parlato il dott. Orazio Difrancesco, anestesista presso l’Istituto Clinico Humanitas.

Che cos’è l’anestesia?

Il termine anestesia deriva da una parola greca che significa “perdita di sensibilità”. Tramite l’anestesia, l’organismo o una parte di esso viene reso insensibile allo stimolo chirurgico. Questo avviene quasi sempre tramite l’impiego di farmaci, somministrati per via generale o loco-regionale. Alcune procedure anestesiologiche utilizzate più raramente prevedono l’uso del freddo, al fine di rendere insensibile la zona da operare; in questo caso si parla di crioanalgesia. Inoltre, esistono tecniche sperimentali che includono l’utilizzo dell’ipnosi.

 

Che differenze ci sono tra anestesia generale e loco-regionale?

Durante l’anestesia generale il paziente viene addormentato e anestetizzato totalmente, con conseguente perdita di coscienza. Spesso si fa ricorso ai farmaci miorilassanti che rilasciano completamente i muscoli e consentono al chirurgo di operare in condizioni ottimali. È previsto inoltre l’utilizzo di farmaci per togliere il dolore al paziente.

L’anestesia loco-regionale, invece, interessa soltanto la zona da sottoporre all’intervento. Questo comporta un minore impiego di farmaci, assieme a un minor rischio di complicanze e disturbi postoperatori, come per esempio il vomito. Qualora fosse possibile effettuare un’anestesia loco-regionale, essa sarebbe probabilmente l’anestesia di scelta.