Dal punto di vista terapeutico, l’approccio alla fibrillazione atriale è interessato oggi da molte novità, come ci spiega il dottor Maurizio Gasparini, responsabile di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione di Humanitas.

Quali sono le novità sulle terapie farmacologiche relative alla fibrillazione atriale?

“Le novità riguardano soprattutto la comparsa di nuovi coagulanti orali, che consentono oggi di scoagulare i pazienti in maniera corretta, assumendo una o due compresse al giorno. Per uno di questi farmaci è stata trovata anche la possibilità di un antidoto, che permette di ricoagulare il sangue velocemente risolvendo uno dei problemi principali da affrontare quando si ha a che fare con i pazienti scoagulati”.

 

E per quanto riguarda le terapie non farmacologiche, ci sono novità?

“Sì, ci sono due grosse novità. Una riguarda l’ablazione transcatetere, che può essere oggi eseguita con diverse metodiche, utilizzando il caldo, il freddo, il ghiaccio, la radiofrequenza o con una metodica robotica, come facciamo noi in Humanitas. L’altra riguarda le situazioni in cui la fibrillazione non tende a scomparire nonostante tutti gli interventi e diviene in sostanza cronica. Una situazione che comporterebbe l’uso a vita dei farmaci anticoagulanti, ma cui oggi si può porre rimedio chiudendo l’auricola sinistra con una specie di ‘ombrellino metallico’. In questo modo, trascorsi uno o due mesi, il paziente può sospendere completamente la terapia anticoagulante e passare semplicemente a una terapia con aspirina”.

 

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