Alcune condizioni possono essere considerate veri e propri fattori di rischio per la trombosi. La dottoressa Lidia Rota, Responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare in Humanitas, spiega il caso della gravidanza, dell’assunzione della pillola anticoncezionale e del ruolo della familiarità.

Le donne che affrontano una gravidanza dovrebbero sapere che nel periodo della gestazione e del post partum il loro sangue sarà più denso del normale. Non occorre misurare in tutti i casi questa densità, in gravidanza infatti aumentano i fattori che fanno coagulare il sangue e vi è una riduzione della proteina anticoagulante S, un anticoagulante protettivo naturale molto importante. Sebbene la gravidanza sia considerato lo stato maggiormente pro-trombotico della vita di una donna, non tutte le donne incinta svilupperanno una trombosi. È importante che la donna sia informata e sappia quali sintomi non deve sottovalutare.

La pillola contraccettiva e tutti i prodotti estroprogestinici hanno un’interferenza con il sistema della coagulazione e ognuno in modo diverso aumenta la probabilità che possa esserci una tendenza del sangue a coagulare troppo. È un dato importante che deve tenere presente la paziente cui vengono prescritti gli ormoni, così come il medico che li prescrive. Prima di prescrivere la piccola anticoncezionale alle giovani donne è bene che il medico aiuti la paziente a ricostruire la propria storia familiare.

Anche la familiarità rappresenta, infine, un fattore di rischio.