Workshop in ecoendoscopia ed ERCP (Colangiopancreatografia Retrograda Endoscopica), focus sulla patologia bilio-pancreatica tumorale e benigna. In Humanitas un corso per specialisti per fare il punto sulle più recenti innovazioni tecniche e tecnologiche. L’evento, svoltosi in Humanitas mercoledì 25 e giovedì 26 novembre, è stato coordinato dal dott. Andrea Anderloni e dalla dottoressa Silvia Carrara.

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Il dottor Anderloni e la dottoressa Carrara.

Endoscopia biliopancreatica, quale evento si è svolto in Humanitas?

“Questo evento – spiegano i coordinatori del corso – nasce dall’esigenza di inquadrare lo stato dell’arte e condividere con i medici le più recenti novità del settore”. Durante il workshop sono stati trasmessi e commentati numerosi casi live di ecoendoscopia ed ERCP, con l’obiettivo di dare alla formazione un approccio eminentemente pratico. Ha introdotto il corso il prof. Alessandro Repici, Responsabile dell’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva. Il dottor Anderloni e la dottoressa Carrara hanno eseguito le procedure live, commentati dal prof. Pietro Fusaroli dell’Università di Bologna.

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Il convegno si è tenuto lo scorso 25 e 26 novembre in Humanitas.

“L’endoscopia biliopancreatica è uno degli ambiti dell’endoscopia più complessi ed interessanti che negli ultimi anni ha vissuto costanti progressi tecnologici. – commenta il dott. Anderloni – La possibilità di svolgere un ruolo diagnostico e terapeutico al tempo stesso rende questa disciplina di fondamentale importanza nell’ambito della gestione delle patologie biliopancreatiche”.

“L’ecoendoscopia – spiega la dottoressa Carrara – è una metodica che, unendo gli ultrasuoni all’endoscopia, permette di eseguire un’esplorazione ecografica delle pareti dei visceri del tratto gastrointestinale e degli organi circostanti grazie all’applicazione di una piccola sonda ecografica sulla punta dell’endoscopio. È importante per lo studio delle patologie dell’apparato digerente, delle vie biliari, del pancreas, e dei linfonodi. Consente inoltre di eseguire agobiopsie delle lesioni studiate, anche nelle sedi più profonde. Negli ultimi anni, da metodica puramente diagnostica, è diventata sempre più operativa: il suo utilizzo è stato infatti approvato per il drenaggio di pseudocisti pancreatiche, per la neurolisi del plesso celiaco (un trattamento per il dolore del cancro pancreatico), e per il posizionamento di fiduciali (marcatori utili in corso di radioterapia)”. “In questi giorni – continua la dottoressa Carrara – è stato presentato un nuovo ago per biopsia ecoendo-guidata, caratterizzato da design e materiali innovativi e da una flessibilità che agevola i movimenti della sonda ecoendoscopica anche nelle posizioni più difficili, consentendo un’ottima acquisizione dei tessuti”.

“L’ecoendoscopia si integra con l’ERCP – spiega il dottor Anderloni – una procedura che può essere utilizzata per diagnosticare e trattare varie condizioni, quali calcoli biliari, pancreatite acuta e cronica.  Questo esame consente infatti di stabilire cosa ostruisce il normale deflusso della bile e dei succhi pancreatici nell’intestino, come ad esempio calcoli delle vie biliari oppure ostacoli di origine infiammatoria o tumorale. Si effettua introducendo uno strumento a fibre ottiche attraverso la bocca fino ad arrivare al duodeno. Iniettando un mezzo di contrasto nello sfintere, la sostanza, opaca ai raggi X, consente di visualizzare per via radiologica il decorso delle vie biliari e pancreatiche. L’ERCP è infine diventata una procedura terapeutica per il trattamento di diverse patologie benigne e maligne. Alla fase diagnostica può infatti seguire una fase operativa che permettere di rimuovere l’eventuale ostacolo o di risolvere possibili restringimenti grazie all’introduzione di stent o protesi”.