Rimozione del surrene, la chirurgia robotica potrebbe aprire la strada a nuove prospettive, consentendo di superare le criticità ancora legate all’approccio laparoscopico. Lo dimostra uno studio pubblicato sul prestigioso “European Urology Focus” condotto dai medici di Humanitas e coordinato dal dott. Nicolò Buffi, urologo dell’équipe del prof. Giorgio Guazzoni.

Cos’è la surrenalectomia?

Con il termine surrenalectomia (o adrenalectomia) si intende l’asportazione dei surreni, ghiandole endocrine che, come suggerito dal nome, sono situate sopra il rene e sono responsabili della regolazione della risposta allo stress mediante la sintesi di corticosteroidi e catecolamine, tra cui il cortisolo e l’adrenalina. Il più delle volte, la necessità di asportare uno dei surreni è conseguenza di adenomi surrenalici che producono sostanze che determinano l’innalzamento della pressione arteriosa. In altri casi, meno frequenti, a patologie tumorali.

Quali sono le controindicazioni dell’approccio laparoscopico nel trattamento delle patologie del surrene?

La surrenalectomia eseguita per via laparoscopica, definita e messa a punto nel 1992, è stata progressivamente sostituita dall’intervento a cielo aperto, considerato la procedura d’elezione per il trattamento delle patologie benigne a carico di questa ghiandola. La controindicazione dell’approccio laparoscopico consiste, attualmente, nel ridotto margine di manovra dello strumentario chirurgico soprattutto quando si tratta di voluminose masse surrenaliche. Lo studio condotto dagli urologi di Humanitas mette in evidenza che l’ausilio del robot permette di ridurre notevolmente queste criticità, abbassando contestualmente il rischio di complicazioni.

Quali aspetti ha messo in evidenza lo studio degli urologi di Humanitas?

La comunità scientifica ha ormai riconosciuto i numerosi vantaggi dell’approccio robot-assistito: riduzione delle perdite di sangue, riduzione del ricovero ospedaliero, minore tasso di complicazione. Una diffusione su larga scala di questa procedura è, ad oggi, limitata unicamente dalla disponibilità del robot da Vinci e dai relativi costi.

Sebbene non siano ancora stati sufficientemente indagati i risultati nel breve e nel lungo termine della surrenalectomia robot-assistita, sembra che, in pazienti selezionati, questo approccio rappresenti una valida opzione, in grado di combinare i benefici della chirurgia mini-invasiva alla precisione della chirurgia robotica.