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Raffreddore e rinosinusite acuta

Che cos’è il raffreddore?

Raffreddore e rinosinusite sono due condizioni simili, che differiscono per durata e intensità del quadro sintomatologico, essendo la prima sostenuta da agenti virali, la seconda da agenti batterici. Per rinosinusite si intende genericamente un’infiammazione dei seni paranasali, ovvero le cavità pneumatiche scavate nel massiccio facciale. Bisogna comunque sottolineare che anche nel raffreddore comune, che di fatto è una rinosinusite virale, vi è la compartecipazione dei seni paranasali con un aumento e accumulo di secrezioni mucose, oltre che a ridotta capacità di drenaggio, nella cavità rinosinusali.  

Quali sono le cause della rinosinusite virale?

Nel raffreddore comune chiamato anche rinosinusite virale, un agente patogeno di origine virale trova una situazione ambientale favorevole alla sua proliferazione nel naso e nei seni paranasali. Attualmente sono più di 200 i virus che provocano questo disturbo, e il freddo ne favorisce la sopravvivenza. Nelle infezioni virali tipiche del raffreddore il muco, seppur abbondante, si presenta limpido e fluido.

La rinosinusite batterica acuta è una condizione patologica caratterizzata dalla flogosi del naso e dei seni paranasali di durata inferiore ai 10-14 giorni dovuta a un’infezione o più spesso a una sovra infezione batterica. Le secrezioni sono viscose, dense, giallastre perché il microambiente rinosinusale ha favorito la sovra infezione batterica.

Quali sono i sintomi della rinosinusite virale?

La sintomatologia si caratterizza dalla congestione delle fosse nasali con limitazione della respirazione nasale e produzione di abbondante essudato sieroso nelle infezioni virali e secrezioni mucose dense e viscose, che tendono al giallastro o verde nelle infezioni batteriche. Alla congestione nasale si aggiunge un aumento della lacrimazione, il senso di peso a livello della proiezione dei seni paranasali sul volto che può evolversi in dolore (cefalalgia).

In generale i sintomi più comuni sono:

  • Ostruzione respiratoria nasale
  • Rinorrea anteriore o posteriore
  • Cefalalgia
  • Iposmia e disgeusia
  • Tosse
  • Alito cattivo (alitosi)
  • Cacosmia
  • Ovattamento auricolare
  • Febbre

 

Diagnosi

Il raffreddore è un disturbo che viene spesso autodiagnosticato. La distinzione tra le diverse infezioni virali del tratto respiratorio è basata sulla localizzazione dei sintomi: il raffreddore comune colpisce principalmente il naso e i seni paranasali a differenza, ad esempio, di faringite e bronchite che coinvolgono solitamente le vie aeree inferiori. Non è in genere possibile identificare il tipo di virus responsabile dell'infezione attraverso i sintomi.

La diagnosi di rinosinusite batterica è clinica, eseguita dall’otorinolaringoiatra. Il racconto anamnestico indirizza verso la diagnosi e l’endoscopia della fosse nasali con evidenza di essudato purulento a provenienza dalle vie di drenaggio dei seni paranasali la conferma.

Trattamenti

Per il raffreddore non esiste cura. Dal momento che la causa è virale non occorre alcuna terapia antibiotica a meno che nella sua evoluzione le secrezioni si sovra infettino trasformandosi in una rinosinusite batterica. L’igiene nasale con la detersione delle fosse nasali con soluzione fisiologica favorisce la rimozione del muco in eccesso equilibrando l’omeostasi nasale. Brevi cicli di vasocostrittore riducono il senso di congestione accelerando la guarigione e analgesici come il paracetamolo sono utili per il controllo del dolore da cefalalgia.

Nella rinosinusite acuta ai lavaggi nasali o al vasocostrittore si deve aggiungere l’utilizzo a dosi terapeutiche corrette di antibiotico ad ampio spettro, di steroide locale e in alcuni casi di steroide per via sistemica.

I lavaggi nasali con la semplice soluzione fisiologica in prodotti preconfezionati o nella siringa senza ago rappresentano una fondamentale misura igienico preventiva locale. Il lavaggio nasale abbatte i fattori portatori di infiammazioni locale, come per esempio agenti inquinanti atmosferici, o allergeni; favorisce la rimozione di essudato purulento nelle forme batteriche acute o in quelle croniche. Nella rinosinusite con poliposi nasale, per esempio, che frequentemente si associa ad abbondante produzione di muco denso e viscoso, ricco di cellule infiammatorie (eosinofili), il lavaggio nasale non può certamente essere considerato terapeutico, ma regala la sensazione di naso più libero oltre che preparare la mucosa nasale ad un’azione più efficace da parte dello steroide locale.

Sconsigliabile sempre l’utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS), comunemente e in modo sbagliato utilizzati sfruttando la loro azione antalgica. Per il dolore può essere sufficiente il paracetamolo.

Se la rinosinusite è associata ad allergia l’utilizzo dell’antistaminico può aiutare ridurre la sintomatologia a carico delle mucose.

Il trattamento chirurgico è da riservare alle forme acute ricorrenti, alle forme fungine, alle forme croniche con o senza poliposi nasale.