COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri

IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 8224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
02 8224 6280
Fertility Center
02 8224 4646
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Obesità
02 8224 6970
Centro Oculistico
02 8224 2555

Esofagite


L’esofagite è un’infiammazione – a decorso acuto o cronico – dell’esofago, l’organo deputato a trasportare il cibo dalla bocca allo stomaco.

Che cos’è l’esofagite?

Esistono diversi tipi di esofagite a seconda che sia causata da microbi, allergie, traumi, reflusso di succhi gastrici o ustioni. La più diffusa è quella provocata dal reflusso dei succhi gastrici che, dallo stomaco, risalgono verso l’esofago, provocando la sensazione di bruciore, rigurgiti acidi ed eruttazioni. I trattamenti dipendono dalla causa e dalla gravità del danno. Se non viene curata, l’esofagite può arrivare a modificare la struttura e la funzionalità dell’esofago.

Quali sono le cause dell’esofagite?

I tipi di esofagite più diffusi sono:

  • Esofagite da reflusso: si ha quando il contenuto gastrico acido entra in contatto con la mucosa esofagea, provocando il bruciore. Questa risalita e successivo contatto con la mucosa avviene per diversi motivi, primo tra tutti un malfunzionamento del cardias (la valvola che si trova tra lo stomaco e l’esofago e che ha il compito di impedire la risalita del contenuto gastrico nell’esofago stesso). Il reflusso gastroesofageo può comportare lo sviluppo di un’infiammazione cronica ai tessuti dell’esofago.
  • Esofagite eosinofila: è una condizione a carico dell’esofago caratterizzata da una reazione infiammatoria nella quale le cellule immunitarie coinvolte sono gli eosinofili (globuli bianchi che si attivano normalmente in caso di infestazioni parassitarie e patologicamente di malattie allergiche quali asma, poliposi nasale e dermatite atopica). Il sintomo caratteristico è la disfagia, cioè il difficile transito del cibo lungo l’esofago.
  • Esofagite indotta da farmaci: diversi farmaci assunti per bocca possono causare danni se rimangono a contatto con la mucosa esofagea per un periodo troppo prolungato. Può capitare, ad esempio, quando una pillola viene ingerita con poca o senza acqua
  • Esofagite infettiva: l’esofagite può anche essere causata da un’infezione batterica, virale, fungina o parassitaria a livello dei tessuti dell’esofago. È piuttosto rara e si verifica più spesso in soggetti con scarsa funzionalità del sistema immunitario, come le persone con cancro o con HIV.

 Quali sono i sintomi dell’esofagite?

L’esofagite può manifestarsi con bruciore retrosternale, rigurgiti acidi ed eruttazioni frequenti.

Altri sintomi dell’esofagite includono:

La frequenza e i sintomi più comuni dipendono dal tipo di esofagite.

Esofagite: come si fa la diagnosi

Per determinare la causa di infiammazione e proporre un trattamento adeguato, la diagnosi è fondamentale.

  • Anamnesi e visita medica. L’inizio della diagnosi si basa su una discussione approfondita tra il medico e il paziente riguardo ai sintomi avvertiti. Una corretta anamnesi può aiutare a distinguere tra le diverse forme di esofagite. Ad esempio, il bruciore retrosternale può suggerire un’origine da reflusso gastro-esofageo.
  • Esofagogastroduodenoscopia (EGDS): In questo esame, un tubo sottile e flessibile con all’apice una telecamera chiamato endoscopio viene inserito attraverso la bocca per ispezionare l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue (duodeno). Durante l’esame, l’endoscopio trasmette immagini video in tempo reale, permettendo al medico di identificare segni di infiammazione, ulcere o altre anomalie.
  • Biopsia e analisi istologica. Una volta prelevato, il campione di tessuto viene esaminato al microscopio per confermare la causa dell’infiammazione. Questo è particolarmente utile in casi come l’esofagite eosinofila o quelle causate da agenti infettivi.
  • Radiografia dell’apparato digerente con mezzo di contrasto. Questo esame può essere suggerito quando il paziente manifesta difficoltà a deglutire. Al paziente viene chiesto di ingoiare una soluzione contenente un mezzo di contrasto (solitamente solfato di bario), che riveste l’esofago e rende visibili eventuali irregolarità o ostruzioni all’interno dell’organo durante le immagini radiografiche.

A seconda dei sintomi e dei risultati degli esami sopra descritti, potrebbero essere necessari ulteriori test per escludere altre condizioni o confermare la diagnosi. Ad esempio, la pH-impedenzometria esofagea delle 24 ore o manometria esofagea ad alta risoluzione potrebbero essere consigliati in alcuni casi. 

Come trattare l’esofagite?

L’esofagite è un’infiammazione dell’esofago che può derivare da diverse cause. La scelta del trattamento dipende dal tipo di esofagite diagnosticata e dalla sua causa.

I trattamenti per l’esofagite da reflusso includono:

  • Farmaci. Gli inibitori di pompa protonica, come omeprazolo, sono la principale scelta terapeutica. Questi riducono la produzione di acido nello stomaco.
  • Cambiamenti dello stile di vita: mangiare pasti più piccoli e frequenti, elevare la testata del letto, evitare cibi o bevande che scatenano il reflusso, perdere peso in caso di sovrappeso, evitare fumo e alcol, e l’uso di cinture strette sono tutti accorgimenti utili in caso da esofagite da reflusso.

I trattamenti per l’esofagite da cause infettive, o associata ad altre malattie sono focalizzati sull’eliminazione dell’agente infettivo o sulla gestione della malattia sottostante che causa l’esofagite.

I trattamenti per l’esofagite da farmaci dipendono dal farmaco che l’ha causata: è essenziale identificarlo, e utilizzare inibitori della pompa protonica per coadiuvare la guarigione.

Come prevenire l’esofagite?

La prevenzione dipende dal tipo di esofagite. Per prevenire l’esofagite da reflusso è consigliabile seguire tutti gli accorgimenti che evitano il manifestarsi del reflusso gastroesofageo.

È bene dunque:

  • suddividere l’alimentazione giornaliera in 4-5 piccoli pasti anziché in 2-3 abbondanti
  • evitare cibi grassi e alcol
  • limitare al minimo il consumo di alimenti come cioccolato, menta, caffè e tè.

È inoltre sconsigliato indossare cinture o abiti troppo stretti e sdraiarsi prima che siano trascorse 2-3 ore dopo aver mangiato e può essere d’aiuto alzare la testiera del letto di 15-20 cm per avere l’esofago in posizione più alta rispetto allo stomaco.

Per prevenire le esofagiti da farmaco è meglio assumere i farmaci con la giusta quantità di acqua e non sdraiarsi per almeno un’ora dopo aver assunto il farmaco.

Visita gastroenterologica

La visita gastroenterologica è un controllo medico focalizzato sulla diagnosi e cura di disturbi dell’apparato digerente, che include stomaco, intestino e fegato.