Il fegato è una struttura complessa costituita da epatociti (cellule), arterie, vene e dotti biliari, tutti insieme organizzati in modo da permettergli di fungere da:
- centro per l’attività di elaborazione e produzione delle sostanze utili all’organismo (tra cui fluidi utili alla digestione – la bile)
- magazzino delle “scorte” per il corpo
- centro per la rimozione delle sostanze tossiche
- barriera contro aggressori che, provenienti dall’intestino, possono essere veicolati attraverso il sangue.
Inoltre, nei primi sei mesi di vita, il fegato è in grado di produrre le cellule del sangue, funzione che in alcune circostanze può riprendere anche nel corso della vita. A tutta questa centralità corrisponde purtroppo anche il rischio di sviluppare un tumore.
A causa dell’intensa attività (specialmente quella di depurazione del sangue), il fegato viene raggiunto da agenti tossici e virus che possono provocare alterazioni croniche, a lungo termine in grado di sfociare in tumori come l’epatocarcinoma e il colangiocarcinoma (tumore delle vie biliari).
Cos’è l’epatocarcinoma o tumore del fegato?
L’epatocarcinoma è il tumore primitivo più frequente del fegato. È un tumore aggressivo causato dallo sviluppo incontrollato delle cellule dei tessuti del fegato, spesso già affetto da cirrosi.
Secondo i dati AIOM, nel 2025 nel nostro Paese, si stima che siano circa 3.700 i nuovi casi di tumore del fegato tra le donne, rispetto a circa 8.800 nuovi casi negli uomini. L’incidenza (numero di nuovi casi per anno) di questa neoplasia aumenta con l’avanzare dell’età, tanto da raggiungere i valori massimi dopo i 65 anni.
Quali sono i fattori di rischio per il tumore del fegato?
I fattori di rischio noti per oltre il 70% dei casi di tumori primitivi del fegato sono:
- infezione da virus dell’epatite C (HCV) e da virus dell’epatite B (HBV)
- abuso di bevande alcoliche
- sindrome metabolica (obesità, diabete, ipertensione arteriosa)
- steatoepatite non alcolica correlata a sindrome metabolica
- fumo di sigaretta.
Nel Nord Italia circa un terzo dei tumori del fegato è attribuibile all’abuso di bevande alcoliche. Negli ultimi anni si è osservato un progressivo incremento dei casi “non virali”, ovvero a eziologia metabolica o mista (metabolica ed etilica). Questo cambiamento è, in parte, dovuto all’effetto della vaccinazione anti-HBV – in Italia obbligatoria da più di 30 anni – e alle terapie antivirali per l’HCV e, in parte, allo stile di vita (alimentazione eccessiva e ricca in grassi, sedentarietà, ecc.) proprio dei Paesi occidentali.
Le persone con epatopatia cronica devono sottoporsi a controlli epatologici/gastroenterologici semestrali con ecografia dell’addome e ulteriori esami indicati dal medico, sia per monitorare e trattare l’infezione, sia per diagnosticare precocemente l’eventuale sviluppo di epatocarcinoma.
Quali sono i sintomi del tumore al fegato?
Il tumore del fegato è spesso silente nei primi stadi della malattia. Tuttavia, nelle fasi avanzate del tumore, si possono riconoscere sintomi quali:
- affaticamento
- perdita di peso
- mancanza di appetito
- ittero (colorazione gialle di sclere e cute dovuta ad alti livelli di bilirubinemia)
- dolore addominale
- ritenzione dei liquidi.
Come si diagnostica il tumore al fegato?
A causa dei sintomi spesso tardivi, ovvero quando la malattia è in fase avanzata, anche la diagnosi può essere tardiva. Per la diagnosi del tumore del fegato possono essere richiesti, oltre alla visita medica per la raccolta di dati e informazioni sulla storia clinica del paziente (anamnesi) e la visita per individuare anomalie, ulteriori accertamenti diagnostici, quali:
- Ecografia addome completo: è un esame ecografico sicuro, efficace e non doloroso e veloce, che permette di ottenere immagini del fegato e degli organi circostanti che possono aiutare nella diagnosi.
- TAC torace e addome completo: è un esame che utilizza i raggi X e mezzo di contrasto per studiare dettagliatamente tutti gli organi dell’addome, compreso il fegato e il torace per valutare l’estensione dell’epatocarcinoma.
- Risonanza Magnetica addome superiore: è un esame che utilizza campi magnetici e onde elettromagnetiche a radiofrequenza e mezzo di contrasto, per ottenere immagini accurate del fegato e degli altri organi.
- Biopsia epatica: è un esame importante che prevede una puntura ecoguidata del fegato per prelevare un campione di tessuto tumorale da far analizzare in laboratorio di anatomia patologica.
Quali sono i trattamenti per il tumore al fegato?
Il tipo di trattamento dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione e diffusione del tumore, lo stadio della malattia, la funzionalità epatica, le condizioni di salute generale del paziente. Quando la malattia è limitata al fegato e rientra in determinati parametri, l’indicazione è per la chirurgia epatica o per trattamenti locoregionali; negli altri casi, è indicata la terapia medica sistemica che, a differenza di molti altri tumori, non prevede la chemioterapia.
La terapia chirurgica, nonostante gli sviluppi delle terapie mediche, di radiologia interventistica e radioterapiche che in Humanitas trovano risposte di alto profilo umano e tecnologico, resta per questi pazienti la soluzione migliore laddove fattibile.
I trattamenti indicati nel caso di epatocarcinoma sono:
Gruppo multidisciplinare
Da anni e con elevati livelli di eccellenza, il gruppo multidisciplinare di Humanitas dedicato alle neoplasie epatobiliari si riunisce settimanalmente per discutere dei casi, affrontare i problemi dei pazienti con tumore del fegato o tumore delle vie biliari e applicare un approccio multidisciplinare a patologie complesse che richiedono la collaborazione di diversi specialisti, come epatologi, chirurghi, oncologi, radiologi, radiologi interventisti, radioterapisti, medici nucleari, anatomopatologi, infermieri, affiancati da un case manager che supporta il paziente in tutte le fasi del percorso dalla diagnosi alla terapia. Inoltre, grazie alla multidisciplinarietà, il caso di ogni singolo paziente può essere gestito in maniera organica e completa, con la possibilità di inserimento anche in protocolli di Ricerca clinica. L’approccio multidisciplinare è cruciale e imprescindibile nella gestione dei pazienti con tumore del fegato o tumore delle vie biliari.
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Ultimo aggiornamento: Agosto 2026
Data online: Ottobre 2016