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Microlaringoscopia diretta con o senza laser CO2

La microlaringoscopia diretta endoscopica rientra nell'ambito della chirurgia mini-invasiva otorinolaringoiatrica e viene impiegata principalmente nel trattamento della regione sovraglottica o glottica della laringe. Le patologie trattate comprendono malattie organiche benigne e neoplasie maligne.

Tra le malattie organiche benigne vi sono:

  • noduli laringei, dovuti a errato utilizzo della voce;
  • polipi cordali: sono neoformazioni infiammatorie della corda vocale, in genere causate da un abuso vocale;
  • cisti intracordali, di solito congenite e che si sviluppano all’interno della corda vocale vera;
  • papillomatosi laringea: è un processo infettivo dell'epitelio laringeo su base virale (il virus responsabile è il papilloma virus umano o HPV) che porta alla formazione di lesioni rilevate, a morfologia papillare a livello laringeo;
  • edema di Reinke: è un'infiammazione diffusa di entrambe le corde vocali in genere causata dal fumo di sigaretta, ma anche da altri fattori quali l'abuso vocale o il reflusso gastroesofageo;
  • granulomi o sinechie (aderenze cicatriziali): sono solitamente l'esito di precedenti interventi a carico della laringe.

 

La microchirurgia laringea può essere eseguita sia con strumentazione a freddo (scollatori, micropinze, microforbici, microbisturi) sia con laser a CO2.

Che cos'è il laser a CO2?

Il laser a CO2 è un'onda elettromagnetica non visibile che si situa nella zona degli infrarossi. La sua applicazione in chirurgia è resa possibile dalla convergenza dell'onda elettromagnetica attraverso un sistema di lenti; in questo modo il raggio viene concentrato su un'area di dimensioni estremamente ridotte, dove l'onda viene trasformata in calore, consentendo l'azione di taglio riducendo il sanguinamento e le possibili complicanze.

Come si svolge l'intervento?

L'intervento si svolge in anestesia generale. Per poter realizzare l'intervento bisogna prima di tutto esporre la laringe, cioè ottenere una buona visualizzazione dell'organo. L'esposizione si ottiene mediante un tubo rigido metallico (laringoscopio) che viene introdotto dalla bocca, senza quindi incisioni cutanee; il laringoscopio fa leva sull'arcata dentaria superiore che viene protetta mediante un paradenti. Una volta ottenuta un'adeguata esposizione laringea, il tessuto patologico viene asportato con l'ausilio di un microscopio, al cui sistema ottico viene applicato il laser. Quest'ultimo consente di vaporizzare, coagulare e incidere i tessuti in maniera estremamente accurata e precisa, minimizzando così il trauma chirurgico a carico della laringe e il conseguente danno vocale che ne deriverebbe.

In caso di patologia neoplastica della laringe, il tipo di demolizione da effettuare viene stabilito sulla base dell'estensione della lesione stessa. La struttura delle corde vocali è molto complessa; dalla superficie alla profondità si possono riconoscere cinque strati: l'epitelio, la lamina propria, a sua volta suddivisibile in tre strati (uno strato superficiale, che costituisce il così detto spazio di Reinke, uno strato intermedio e uno strato profondo, che insieme costituiscono il legamento vocale) e il muscolo vocale. Si riconoscono, pertanto, diversi tipi di cordectomie, che secondo una classificazione della European Laryngological Society vengono suddivise in:

  • tipo I: cordectomia subepiteliale (asportazione del solo epitelio di rivestimento)
  • tipo II: cordectomia sublegamentosa (asportazione dell'epitelio, dello spazio di Reinke e del legamento vocale)
  • tipo III: cordectomia transmuscolare (attraverso il muscolo vocale)
  • tipo IV: cordectomia completa (asportazione di tutta la corda vocale)
  • tipo V: cordectomia allargata, che a sua volta comprende:
    • tipo Va: estesa alla commissura anteriore
    • tipo Vb: estesa alla aritenoide omolaterale
    • tipo Vc: estesa alla regione sottoglottica
    • tipo Vd: estesa alla regione sovraglottica        
  • tipo VI: cordectomia per le lesioni della commissura anteriore con estensione a una o a entrambe le corde vocali senza infiltrazione della cartilagine tiroidea.

Il tessuto patologico una volta asportato viene inviato all'Anatomia Patologica per ottenere una diagnosi istologica definitiva.

La durata dell'intervento è variabile e dipende dall'estensione della lesione.

Come si svolge il decorso post-operatorio?

La microlaringoscopia diretta endoscopica con laser a CO2 è un intervento che si svolge solitamente in regime di Day Hospital: il paziente viene dimesso il giorno stesso dell'intervento con la prescrizione di una terapia domiciliare e con l'indicazione a evitare sforzi vocali e a eseguire una visita di controllo a distanza di circa 10 giorni dall'intervento. In casi selezionati, quali pazienti sottoposti a laringectomie sovraglottiche endoscopiche, il decorso post-operatorio può prevedere una degenza ospedaliera di maggior durata e un percorso di riabilitazione alla deglutizione. In questi ultimi casi, può essere necessario alimentare temporaneamente il paziente mediante un sondino nasogastrico, che verrà poi rimosso nel momento in cui il paziente sia giudicato nuovamente autonomo nell'alimentazione.