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Chirurgia delle ghiandole salivari

La chirurgia delle ghiandole salivari è indicata nel trattamento delle neoplasie benigne o maligne delle ghiandole salivari, oltre che nel trattamento di patologie flogistiche recidivanti e nella litiasi salivare. L’otorinolaringoiatra è lo specialista di riferimento per il trattamento chirurgico delle patologie a carico delle ghiandole salivari.

Chirurgia della ghiandola parotide

La ghiandola parotide si trova nella loggia parotidea, una regione laterale del collo, che si trova al di sotto del padiglione auricolare, dietro al ramo della mandibola e davanti al muscolo sternocleidomastoideo. La parotide è divisa in una porzione superficiale e una profonda in rapporto al nervo facciale, che la attraversa dividendosi nei suoi due rami principali (temporo-facciale e cervico-facciale) che si distribuiscono alla muscolatura mimica del volto. Nella loggia parotidea si trova inoltre il nervo auricolo-temporale, che attraversa la parte superiore della ghiandola e trasporta fibre secretorie e sensitive per la stessa.

La chirurgia della ghiandola parotide comprende quattro possibili opzioni:

  • la parotidectomia esofaciale (o superficiale): prevede l’asportazione totale o sub-totale della porzione di ghiandola superficiale al nervo faciale (lobo superficiale);
  • la parotidectomia totale conservativa: prevede l’asportazione completa della ghiandola parotide (lobo superficiale e profondo) previa identificazione e isolamento del nervo facciale e sua conservazione;
  • la parotidectomia radicale: prevede l’asportazione completa della ghiandola, con sacrificio completo o parziale del nervo facciale;
  • la parotidectomia allargata: prevede una parotidectomia totale o radicale, estesa alle strutture extra-parotidee vicine.

In tutti i casi l’accesso alla ghiandola viene ottenuto mediante un’incisione pre-auricolare estesa al collo.

Chirurgia delle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali

Il trattamento chirurgico delle neoplasie sottomandibolari e sottolinguali prevede, rispettivamente, la scialoadenectomia sottomandibolare e sottolinguale. La prima prevede l’exeresi della ghiandola e dei linfonodi contenuti nella loggia sottomandibolare, mediante un approccio transcervicale (attraverso il collo). La scialoadenectomia sottolinguale invece può prevedere tre approcci diversi a seconda dell’estensione e del grado di malignità della patologia da trattare. Nello specifico distinguiamo: l’approccio trans-orale (dalla bocca), il “pull-through” (dal collo senza resezione della mandibola) e il trans-mandibolare (attraverso la mandibola).

La chirurgia delle ghiandole salivari prevede una particolare attenzione alle strutture vicine, in particolare quelle nervose, quali il ramo marginalis mandibulae del nervo faciale (la cui lesione comporta una deviazione della rima labiale), il nervo ipoglosso (responsabile della motilità della lingua) e il nervo linguale (la cui lesione comporta una perdita di sensibilità a carico della lingua).