Quali sono le punture marine più comuni?
Al mare è comune imbattersi in meduse, tracine e ricci di mare, è bene dunque prestare sempre attenzione in acqua o sul bagnasciuga:
- Meduse: i loro tentacoli rilasciano sostanze urticanti al minimo contatto, causando fiammate di dolore sulla pelle;
- Tracine (o pesci ragno): vivono nascoste sotto la sabbia dei fondali bassi e vengono spesso calpestate. Hanno spine dorsali robuste che iniettano un veleno potente.
- Ricci di mare: spesso posizionati su scogli o fondali rocciosi. I loro aculei penetrano facilmente nella pelle di mani e piedi, spezzandosi.
Punture al mare: come riconoscere i sintomi
Puntura di tracina
- Dolore immediato, violento e lancinante nel punto di contatto, che tende a estendersi a tutto l’arto.
- Arrossamento, forte gonfiore e calore localizzato.
- In rari casi (per sensibilità individuale o forte inoculo): nausea, vomito, brividi o febbre.
Puntura di riccio di mare
- Dolore acuto e localizzato dovuto alla penetrazione fisica degli aculei.
- Presenza di puntini neri visibili sotto la pelle.
- Rischio elevato di infezione se gli aculei non vengono rimossi.
Contatto con una medusa
- Dolore bruciante e forte prurito immediato (simile a una bruciatura).
- Reazione cutanea con arrossamento e comparsa di pomfi (linee rosse e gonfie che ricalcano l’andamento dei tentacoli).
Attenzione ai segnali di emergenza (shock anafilattico): se dopo una puntura o un contatto compaiono:
- difficoltà respiratorie
- sudorazione fredda
- pallore
- vertigini
- gonfiore al volto/collo
- stato confusionale
chiamare immediatamente il 112.
Punture al mare: cosa fare
Tracina
- Uscire dall’acqua e mantenere la calma per evitare che il veleno entri in circolo più rapidamente.
- Immergere subito la parte colpita in acqua calda (alla massima temperatura tollerabile, circa 40-45°C) per almeno 30-60 minuti. Il veleno della tracina è termolabile e si disattiva con il calore.
- Pulire la ferita da eventuali residui di spine o sabbia.
- Consultare un medico per valutare la copertura antitetanica.
Riccio di mare
- Immergere la zona in acqua calda per circa 30 minuti per ammorbidire la pelle e ridurre il dolore.
- Disinfettare la parte.
- Rimuovere gli aculei visibili e superficiali con l’aiuto di pinzette sterilizzate, agendo con molta delicatezza per evitare di spezzarli dentro la pelle.
Medusa
- Uscire dall’acqua con calma.
- Sciacquare abbondantemente e ripetutamente con sola acqua di mare (no acqua dolce). L’acqua di mare aiuta a diluire la tossina senza attivare le cellule urticanti residue.
- Rimuovere i filamenti residui senza toccarli a mani nude: usare una tessera di plastica (es. carte di credito) o il dorso di un coltello per “raschiarli” via delicatamente dalla pelle.
- Applicare un gel astringente al cloruro di alluminio (concentrazione 5%): è il prodotto più efficace per bloccare il prurito e la diffusione del veleno.
- Proteggere la zona dal sole con crema a schermo totale per le 2 settimane successive per evitare macchie cutanee permanenti.
Punture al mare: cosa non fare
- No alla sabbia calda per le tracine: non mantiene una temperatura costante e rischia di infettare gravemente la ferita. Usare solo acqua calda pulita.
- No all’acqua dolce sulle meduse: l’acqua dolce causa la rottura delle cellule urticanti rimaste sulla pelle, aumentando a dismisura il dolore.
- No a rimedi “fai da te” (ammoniaca, urina, aceto, alcol, limone): non curano, non disattivano il veleno e, nel caso delle meduse mediterranee, possono peggiorare drasticamente l’irritazione
- No a sfregamenti: non grattare e non strofinare la ferita con sabbia o asciugamani.
- No a creme cortisoniche o antistaminiche nell’acuto: impiegano troppo tempo a fare effetto (circa 2-3 ore) e sono inutili contro il dolore e la reazione immediata.
Nota importante: questa scheda di primo soccorso fornisce semplici indicazioni di base e non sostituisce il parere di un professionista sanitario.
Ultimo aggiornamento: Giugno 2026
Data online: Luglio 2016


