La tiroidite di Hashimoto è una malattia infiammatoria cronica della tiroide a patogenesi autoimmune. Il sistema immunitario, per ragioni non ancora del tutto chiarite, perde la tolleranza verso i tessuti tiroidei e produce autoanticorpi diretti contro di essi, determinando una progressiva distruzione del parenchima ghiandolare. La riduzione della massa funzionante si traduce in un calo della produzione ormonale e, nel tempo, in ipotiroidismo. La malattia può insorgere a qualsiasi età, ma colpisce con maggiore frequenza la popolazione femminile in età adulta, tra i 30 e i 50 anni.
Quali sono i sintomi della tiroidite di Hashimoto e come si cura? Ne parliamo con il professor Andrea Lania, responsabile dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Tiroidite di Hashimoto: sintomi
Il quadro clinico della tiroidite di Hashimoto è strettamente correlato al grado di insufficienza tiroidea. Nelle forme di ipotiroidismo lieve la malattia può decorrere in modo del tutto asintomatico. Quando i sintomi sono presenti, sono spesso aspecifici e a insorgenza graduale, il che ne rende difficile il riconoscimento precoce. Le manifestazioni più frequenti comprendono:
- astenia
- aumentata sensibilità al freddo
- sonnolenza
- cute secca
- stipsi
- debolezza muscolare
- mialgie e artralgie
- irregolarità del ciclo mestruale
- depressione
- disturbi della memoria e della concentrazione
- gozzo
- fragilità ungueale (onicorressi)
- alopecia diffusa
- ingrandimento della lingua (macroglossia).
Tiroidite di Hashimoto: chi è a rischio?
I principali fattori di rischio associati alla malattia sono il sesso femminile, l’età adulta (30-50 anni), la presenza di altre patologie autoimmuni – quali artrite reumatoide, diabete mellito di tipo 1 o lupus eritematoso sistemico – la familiarità per patologie tiroidee o autoimmuni, la gravidanza e un eccessivo apporto di iodio.
Come curare la tiroide di Hashimoto?
Non tutti i pazienti con tiroidite di Hashimoto richiedono un trattamento farmacologico: la terapia è indicata quando si sviluppa un ipotiroidismo clinicamente significativo.
In questi casi, il trattamento si basa sulla somministrazione di levotiroxina, un analogo sintetico della tiroxina (T4) endogena. L’obiettivo terapeutico è ristabilire e mantenere nel tempo livelli ormonali adeguati, con conseguente regressione della sintomatologia ipotiroidea. Si tratta di una terapia sostitutiva cronica, che richiede un monitoraggio periodico della funzione tiroidea per adeguare il dosaggio alle variazioni del quadro clinico e metabolico del paziente.
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