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Glicemia: valori e misurazione

Con glicemia si intende la concentrazione di zuccheri nel sangue, che deriva dall’assimilazione dei carboidrati da parte dell’organismo. Le concentrazioni di glicemia nel sangue sono regolate dagli ormoni di produzione pancreatica: insulina e glucagone. Il valore di glicemia si misura in genere con un prelievo dopo un digiuno di otto ore dall’ultimo pasto (glicemia plasmatica), funzionale ad avere una diagnosi precisa delle alterazioni dei valori glicemici e dell’eventuale presenza di diabete mellito, una malattia cronica caratterizzata da un eccesso di zuccheri (glucosio) nel sangue (iperglicemia).

Ne parliamo con il dottor Marco Mirani, Capo Sezione dell’Unità Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Glicemia: i valori normali

I valori della glicemia a digiuno sono considerati normali quando sono compresi tra 70 e 99 mg/dl.

Si parla di alterata glicemia a digiuno (IFG), una delle condizioni di prediabete, quando la glicemia è compresa tra 100 e 125 mg/dl. In questa situazione il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 negli anni successivi è aumentato, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio come sovrappeso, obesità e sedentarietà.

La diagnosi di diabete viene invece posta quando la glicemia a digiuno risulta uguale o superiore a 126 mg/dl, confermata in almeno due occasioni differenti, oppure quando sono soddisfatti altri criteri diagnostici previsti dalle linee guida.

Glicemia alta: quali sono i sintomi

I sintomi caratteristici di un aumento della glicemia sono la poliuria, ossia un aumento della quantità e della frequenza delle urine, e la polidipsia, una sensazione di sete maggiore della norma. La poliuria è causata dall’aumento dei livelli di zuccheri nel sangue che, passando nelle urine, ne incrementa il volume, mentre la polidipsia insorge per compensare l’eccessiva perdita di urine.

Un altro sintomo associato alla glicemia alta è la perdita di peso (calo ponderale) ingiustificata. In presenza di diabete, infatti, i tessuti non riescono a usare efficacemente lo zucchero e vengono quindi utilizzate come fonti di energia alternativa le proteine e i grassi, con conseguente perdita di massa grassa e massa magra.

Altri sintomi associati al diabete possono essere la stanchezza profonda (astenia) e l’offuscamento visivo, dovuto al fatto che i liquidi contenuti negli occhi risentono delle alterazioni dei valori glicemici.

Come abbassare la glicemia?

La prima indicazione dello specialista diabetologo in caso di glicemia alta è sempre una modifica dello stile di vita, in particolare della dieta e dell’attività fisica. L’attività fisica deve quindi essere regolare e adeguata alle condizioni fisiche della persona e l’alimentazione equilibrata. La dieta, in presenza di glicemia alta, prevede infatti un adeguato ma non eccessivo apporto di carboidrati, soprattutto complessi, evitando gli zuccheri semplici.

Vanno privilegiati i legumi e le verdure e limitati i grassi, soprattutto quelli saturi. Importanti anche le fibre, contenute per esempio nel pane integrale e nella pasta integrale. Se, invece, si arriva a una diagnosi di diabete, vanno seguite con estrema attenzione le terapie impostate dal medico.

Ipoglicemia: cosa fare in caso di glicemia bassa

In presenza di diabete, alcuni dei farmaci utilizzati per la terapia possono indurre dei cali di glicemia (ipoglicemia), con un abbassamento dei valori sotto i 70 mg/dl considerati nella norma. In questo caso vanno assunti immediatamente degli zuccheri semplici a rapido assorbimento, in modo da far risalire rapidamente i valori di glicemia sopra i 70 mg/dl. Una volta corretta l’ipoglicemia, se il pasto successivo è previsto dopo più di un’ora, è consigliabile consumare anche uno spuntino contenente carboidrati complessi, eventualmente associati a una quota proteica, per ridurre il rischio di una nuova ipoglicemia.

Si tratta della cosiddetta “regola del 15”: bisogna assumere 15 grammi di carboidrati, misurare la glicemia dopo 15 minuti e, se persiste la situazione di ipoglicemia, assumere altri 15 grammi, aspettare altri 15 minuti e continuare nello stesso modo fino alla normalizzazione dei valori.

Che cos’è l’indice glicemico?

L’indice glicemico è la capacità di un alimento di provocare un aumento della glicemia. Ogni alimento ha un indice glicemico diverso, che bisogna tenere in considerazione nella composizione della dieta: gli alimenti con indice glicemico alto fanno aumentare più rapidamente la glicemia con l’insorgenza di picchi glicemici che vanno invece evitati. Un altro parametro di cui si tiene in conto nell’elaborazione della dieta per una persona che deve prestare attenzione ai livelli di glicemia è il cosiddetto carico glicemico, che si ottiene calcolando il prodotto tra l’indice glicemico e la quantità dell’alimento.

In generale viene quindi indicato di consumare alimenti con indice glicemico basso, come i cereali integrali, i legumi e la frutta fresca, e limitare gli alimenti altamente raffinati e ricchi di zuccheri aggiunti, che favoriscono oscillazioni più marcate della glicemia.

Visita diabetologica

La visita diabetologica consente allo specialista diabetologo di valutare lo stato di salute generale del paziente e l’andamento dei parametri metabolici per impostare o monitorare la terapia.

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