COME TI POSSIAMO AIUTARE?
Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri
IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 8224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
0282246280
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Oculistico
02 8224 2555

Diabete: i sintomi e la dieta

Il diabete è una patologia cronica che si caratterizza per un eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia). Il diabete può essere di due forme: il diabete di tipo 1, provocato da un’assenza di produzione da parte del pancreas dell’ormone che regola le concentrazioni di zuccheri nel sangue (insulina), e il diabete di tipo 2, provocato da un’alterazione dell’azione dell’insulina stessa.

Per il diabete di tipo 1 non è disponibile una cura e chi ne è interessato deve necessariamente assumere la terapia con iniezioni sottocutanee di insulina per tutta la vita, mentre per il diabete di tipo 2 sono oggi disponibili varie terapie. In entrambi i casi è fondamentale seguire una dieta adeguata.

Ne parliamo con il dottor Marco Mirani, Capo Sezione dell’Unità Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2: le differenze

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che tende a manifestarsi in bambini e adolescenti, ma anche in età avanzata, dovuta alla presenza di autoanticorpi che distruggono le cellule pancreatiche responsabili della produzione di insulina. Il diabete di tipo 1 comporta quindi necessariamente una terapia insulinica, che va portata avanti per tutta la vita. Attualmente sono disponibili terapie innovative immunologiche per la prevenzione del diabete di tipo 1, per cui, in caso di diagnosi precoce, si può intervenire per cercare di rallentare l’insorgenza della malattia.

Il diabete di tipo 2, invece, non comporta la carenza assoluta di insulina. Tuttavia, quella prodotta non agisce in maniera adeguata. Il diabete di tipo 2 rappresenta la maggior parte dei casi di diabete (il 90% circa) e interessa soprattutto persone in età adulta e in età avanzata, seppur negli ultimi anni sia in costante aumento anche nei giovani, parallelamente all’incremento di sovrappeso e obesità. Si tratta di una patologia associata a familiarità, invecchiamento, sovrappeso e obesità e a uno stile di vita sedentario e con un’alimentazione non equilibrata.

I sintomi del diabete

Il diabete di tipo 1 ha in genere esordio immediato e con livelli di glicemia molto alti, mentre nel diabete di tipo 2 possono passare diversi anni prima della diagnosi e la malattia può restare silente comportando anche lo sviluppo di complicanze. Queste sono tendenzialmente di due tipi: macrovascolari e microvascolari.

Le complicanze macrovascolari sono a carico del sistema cardiovascolare e si associano un aumento del rischio di infarto, ictus e arteriopatie periferiche che possono provocare disturbi agli arti inferiori, tra cui il piede diabetico. Le complicanze microvascolari, invece, interessano l’occhio, con l’insorgenza di retinopatia diabetica, il rene, con la nefropatia diabetica, e i nervi, con la neuropatia diabetica. Per ridurre il rischio che si sviluppino queste complicanze è importante la diagnosi precoce e, una volta diagnosticato il diabete, un controllo regolare dei valori glicemici.

Le cause del diabete

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, per cui il sistema immunitario distrugge le cellule beta, ossia le cellule pancreatiche che producono insulina. In questa forma di diabete, mancando del tutto la produzione di insulina, questa deve essere integrata per tutta la vita.

Il diabete di tipo 2, invece, è dovuto a un difetto nella funzionalità dell’insulina, non a una sua mancanza, a cui si aggiungono altre concause che concorrono allo sviluppo della patologia. Tra i fattori di rischio principali per il diabete di tipo 2 c’è la familiarità e altri fattori associati come alimentazione, sedentarietà, sovrappeso e obesità.

Esiste poi un terzo tipo di diabete, il diabete gestazionale. Questa forma di diabete insorge durante la gravidanza e si associa a fattori di rischio come età avanzata per la gestazione, familiarità, sovrappeso, obesità e sindrome dell’ovaio policistico. L’iperglicemia gestazionale in genere non presenta sintomi ma viene individuata tramite un programma di screening dedicato, con esami come la curva da carico orale di glucosio, un test eseguito tra la ventiquattresima e la ventottesima settimana di gestazione (o alla sedicesima se sono presenti fattori di rischio).

Diabete: quale alimentazione seguire

Il diabete di tipo 2 si può prevenire seguendo un’alimentazione equilibrata e praticando attività fisica in maniera regolare secondo le proprie condizioni cliniche. In genere, la raccomandazione è di svolgere 150 minuti di attività fisica alla settimana o 30 minuti tutti i giorni. Per quanto riguarda l’alimentazione, mangiare cibi molto zuccherati non aumenta di per sé il rischio di diabete, ma favorisce la comparsa di sovrappeso e obesità, due condizioni che sono annoverate tra i fattori di rischio per lo sviluppo di diabete. Per questo bisognerebbe sempre evitare un consumo eccessivo di zuccheri e carboidrati semplici.

In generale, la dieta delle persone con diabete deve essere equilibrata, quindi con un giusto apporto di carboidrati, lipidi e proteine. Bisogna inoltre preferire i carboidrati complessi, evitando invece gli zuccheri semplici e a rapido assorbimento. Sono da preferire gli alimenti integrali e quelli ricchi di fibre e poveri di grassi, come pane e pasta (assunti con moderazione), legumi, carni bianche e pesce, ed evitare le carni rosse.

Diabete: la cura

Il diabete di tipo 2 si può controllare con una dieta equilibrata e un’attività fisica regolare a cui associare, quando necessario, la terapia farmacologica. Si tratta in questo caso di terapie con farmaci molto efficaci, di ultima generazione, che abbassano la glicemia e hanno una funzione protettiva nei confronti di cuore e reni. Con un trattamento adeguato, le persone con diabete di tipo 2 possono tornare ad avere valori di glicemia nella norma, perfino uguali a quelli delle persone senza diabete.

Dal diabete di tipo 1, invece, non è possibile guarire ed è necessaria l’infusione di insulina per mantenere la malattia sotto controllo. Alla terapia insulinica vanno in ogni caso associate comunque dieta equilibrata e attività fisica regolare, che aiutano a controllare più efficacemente la malattia.

Per quanto riguarda l’attività fisica, per entrambi i tipi di diabete è importante prendere in considerazione il tipo di terapia che si sta seguendo e le proprie condizioni fisiche e valutare con il medico curante sia l’attività più adeguata sia eventuali adattamenti della terapia all’attività che si inizia a praticare.

Visita diabetologica

La visita diabetologica consente allo specialista diabetologo di valutare lo stato di salute generale del paziente e l’andamento dei parametri metabolici per impostare o monitorare la terapia.

Endocrinologia E Malattie Del Metabolismo
I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
Torna su