Le leucemie sono patologie tumorali del sangue caratterizzate da una malattia della cellula staminale, la cellula madre responsabile della produzione di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Le leucemie includono varie patologie del sangue, che possono essere acute o croniche. Le leucemie acute sono più gravi, hanno un impatto immediato in termini di rischio per la salute e vanno diagnosticate e trattate tempestivamente. Le leucemie croniche, invece, sono patologie indolenti, caratterizzate ugualmente da un difetto della cellula staminale o di un precursore delle cellule del sangue nel midollo, ma con una sintomatologia più sfumata.
Ne parliamo con il professor Matteo Della Porta, Capo Sezione Leucemie dell’Unità di Ematologia dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Leucemie acute: mieloidi e linfoidi
Le leucemie acute si classificano in due diversi gruppi, che comportano percorsi terapeutici e impatti prognostici molto differenti: le leucemie mieloidi e le leucemie linfoidi.
Le leucemie mieloidi sono causate da un precursore delle cellule del sangue del midollo che è responsabile della produzione dei granulociti neutrofili, dei globuli rossi e delle piastrine.
Le leucemie linfoidi sono invece provocate da un precursore del sistema immunitario. In entrambi i casi, tuttavia, va definito con grande precisione il background genetico del paziente, ovvero le alterazioni molecolari specifiche di ciascuna persona, che costituiscono la base da cui partire per valutare il trattamento personalizzato più efficace.
Che cosa sono le leucemie croniche?
Le leucemie croniche comprendono una varietà estremamente eterogenea di patologie in cui il difetto della cellula staminale comporta, nelle fasi iniziali, un’alterazione dei valori delle cellule del sangue di gravità inferiore e meno improvvisa. Nella maggior parte dei casi, le leucemie croniche, vengono diagnosticate in persone asintomatiche durante esami del sangue di controllo di routine prescritti dal medico di medicina generale.
In ogni caso le leucemie croniche non vanno sottovalutate perché la salute del sangue è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo. Anche la cura delle leucemie croniche è personalizzata e, per questo, bisogna per prima cosa eseguire gli esami di analisi molecolare.
La febbre e gli altri sintomi della leucemia
I sintomi della leucemia sono spesso sfumati. Tra questi ci sono:
- febbre e infezioni, in particolare respiratorie, associate all’abbassamento delle difese immunitarie;
- sanguinamenti non conseguenti a traumi, causati da un’insufficiente produzione di piastrine, che ha un impatto sulla capacità di coagulazione;
- stanchezza, provocata dall’anemia, ovvero dall’abbassamento improvviso dei livelli di globuli rossi.
In presenza di questi sintomi, soprattutto se persistenti, bisogna fare riferimento al medico di medicina generale. In genere, infatti, bastano gli esami del sangue per evidenziare un sospetto clinico di malattia acuta del sangue.
Leucemia: quali sono i fattori di rischio?
La leucemia ha un picco di incidenza nella popolazione generale dopo i 65-70 anni e, quindi, l’età è considerata il principale fattore di rischio per questa patologia. Con l’invecchiamento, infatti, la cellula staminale diventa più fragile e, come le altre cellule del nostro corpo, si può ammalare più facilmente.
Di recente, però, sono stati individuati in un numero limitato di casi alcuni fattori genetici di predisposizione ereditaria: in questi casi la leucemia origina da difetti del DNA ereditati dai propri genitori, che configurano una fragilità delle cellule emopoietiche che tendono ad ammalarsi con più frequenza rispetto a chi non ha la stessa predisposizione.
Quali sono le possibilità di cura per la leucemia?
I trattamenti per la leucemia, sia acuta, sia cronica, si basano oggi sul concetto di medicina personalizzata. Come abbiamo detto, infatti, esistono diversi tipi di leucemie e ogni persona presenta un profilo molecolare specifico, quindi delle alterazioni del DNA e delle cellule che, in ogni singolo caso, definiscono in modo estremamente preciso la biologia della malattia. Nella medicina personalizzata si valutano nella pratica clinica queste alterazioni e, successivamente, si stabilisce quale tra i trattamenti innovativi che ci sono oggi a disposizione rappresenta la strategia più efficace per il singolo paziente.
La leucemia è una malattia da cui, oggi, si può guarire. Per la leucemia acuta è infatti possibile eseguire un trapianto di cellule staminali da donatore sano: una strategia terapeutica potenzialmente curativa, che può eradicare le cellule leucemiche da un soggetto malato in modo definitivo. Sempre per alcune tipologie di leucemia acuta, come la leucemia acuta promielocitica e la leucemia acuta linfoblastica, sono disponibili trattamenti mirati ai difetti specifici alla base della patologia.
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