L’esofagite eosinofila è una patologia cronica progressiva a carico dell’esofago. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica che si sviluppa principalmente nella popolazione maschile dall’età infantile alla giovinezza, ma che può interessare anche persone di sesso femminile e a qualsiasi età. La principale caratteristica dell’esofagite eosinofila è la difficoltà nel passaggio del cibo lungo l’esofago durante la deglutizione (disfagia). Le cause di questa condizione non sono ancora completamente chiarite e sono tuttora oggetto di studio.
Ne parliamo con la dottoressa Gaia Pellegatta, specialista dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso l’IRCCS Istituto clinico Humanitas di Rozzano.
I sintomi dell’esofagite eosinofila
Il sintomo più comune dell’esofagite eosinofila, soprattutto nei giovani adulti e negli adulti, è la disfagia, cioè la difficoltà nel passaggio del cibo lungo l’esofago. Questo disturbo si manifesta soprattutto durante l’assunzione di alimenti solidi, come pane, carne o riso. Nei casi più gravi, possono verificarsi episodi di blocco del cibo (impatto del bolo alimentare), che richiedono un intervento medico urgente in Pronto Soccorso.
Altri sintomi associati all’esofagite eosinofila sono:
- dolore al torace
- reflusso
- meccanismi di adattamento (masticazione prolungata, necessità di bere liquidi per aiutare il transito del cibo in esofago, selezione di cibi poco stopposi).
Nei bambini l’esofagite eosinofila può comportare anche:
Esofagite eosinofila: le ipotesi sulle cause
Le cause dell’esofagite eosinofila non sono ancora completamente chiarite. Tuttavia, una delle ipotesi più accreditate è il coinvolgimento del sistema immunitario. In particolare, si ritiene che la malattia sia legata a una risposta immunitaria di tipo Th2, mediata da cellule e non da anticorpi IgE, che può essere innescata da alimenti, allergeni inalanti o microrganismi.
Questa risposta porta all’accumulo di eosinofili (un tipo di globuli bianchi) nella parete dell’esofago, causando infiammazione. Poiché gli eosinofili sono coinvolti anche in molte patologie allergiche, come asma e poliposi nasale, è frequente che i pazienti con esofagite eosinofila presentino anche altre manifestazioni allergiche associate.
L’esofagite eosinofila può essere curata?
L’esofagite eosinofila viene spesso diagnosticata tardivamente perché le persone interessate ignorano i sintomi e imparano a conviverci (per esempio assumendo cibi più morbidi, masticando molto o bevendo molto durante i pasti). La diagnosi, in caso di sospetto della patologia, viene eseguita dallo specialista gastroenterologo tramite gastroscopia con biopsia, un esame che comporta il prelievo di tessuto dalla parete dell’esofago.
Una volta confermata la presenza dell’esofagite eosinofila, può essere prescritto il ricorso a farmaci antinfiammatori (come gli inibitori di pompa protonica, gli steroidi locali o farmaci biologici) nelle fasi infiammatorie di malattia, oppure una dieta di eliminazione. È sempre importante, inoltre, trattare le comorbidità allergiche. In alcuni casi, però, se si sono già sviluppate le complicanze legate alla patologia come per esempio la cicatrizzazione dell’esofago con la comparsa di restringimenti, può essere necessario affiancare alla terapia antiinfiammatoria l’esecuzione di una procedura endoscopica chiamata dilatazione.
Humanitas è centro di riferimento per la gestione diagnostica e terapeutica dell’esofagite eosinofila, offrendo un percorso strutturato e altamente specializzato. Nell’Ambulatorio dedicato all’esofagite eosinofila, attivo dal 2019, il paziente viene seguito lungo tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi iniziale al monitoraggio nel tempo, attraverso un iter organizzato e integrato con gli esami endoscopici di ultima generazione.
Il percorso di cura è affidato a un team multidisciplinare dedicato, in cui il gastroenterologo ed endoscopista lavora in stretta collaborazione con altre figure specialistiche, tra cui immunologo, allergologo e anatomopatologo. Questa sinergia consente non solo una diagnosi più accurata – basata su valutazioni cliniche, endoscopiche e istologiche – ma anche la definizione di strategie terapeutiche personalizzate, calibrate sulle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.
Particolarmente rilevante è l’approccio integrato gastroenterologico-allergologico, che rappresenta un elemento chiave nella gestione dell’esofagite eosinofila. Questa patologia, infatti, è frequentemente associata a condizioni allergiche sistemiche, come asma, dermatite atopica, oculorinite, poliposi nasale e allergie alimentari. La gestione coordinata di queste comorbidità permette di affrontare la malattia in modo globale, migliorando il controllo dei sintomi esofagei e riducendo il rischio di riacutizzazioni.
Il percorso assistenziale prevede inoltre programmi di follow-up strutturati, fondamentali per valutare la risposta alle terapie, monitorare l’evoluzione della malattia e intervenire tempestivamente in caso di complicanze, come la formazione di stenosi esofagee. L’attenzione alla continuità di cura e alla personalizzazione del trattamento contribuisce a migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti.
Humanitas è centro di ricerca nell’ambito dell’esofagite eosinofila. Grazie alla stretta integrazione tra attività clinica e ricerca scientifica, i pazienti possono beneficiare non solo dei percorsi diagnostico-terapeutici standard, ma anche di opportunità innovative. In particolare, nei casi selezionati, è possibile accedere a protocolli terapeutici di ultima generazione, che includono l’impiego di farmaci innovativi – come le terapie biologiche mirate ai meccanismi immunologici alla base della malattia – attualmente disponibili nell’ambito di studi clinici o programmi dedicati.
Inoltre, Humanitas è all’avanguardia anche nello sviluppo e nell’applicazione di nuove tecniche endoscopiche, utili sia per una diagnosi più accurata sia per il trattamento delle complicanze, come le stenosi esofagee.
Questo approccio multidisciplinare e orientato all’innovazione consente di personalizzare la terapia in base alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente, migliorando il controllo dei sintomi e la qualità di vita, e offrendo al contempo accesso a soluzioni terapeutiche che non sono ancora ampiamente diffuse in altri contesti clinici.
Visite ed esami
-
2.3 milioni visite
-
+56.000 pazienti PS
-
+3.000 dipendenti
-
45.000 pazienti ricoverati
-
800 medici
