Si terrà presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano il Congresso Nazionale AIOCC (Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica) dedicato ai progressi nell’oncologia dei tumori testa-collo. Alla sua dodicesima edizione, il Congresso Nazionale AIOCC 2026, dal titolo Verso nuove frontiere: innovazione e collaborazione nell’oncologia dei tumori testa-collo, sarà dal 15 al 17 aprile.
Il Congresso, con presidenti tre specialisti di Humanitas, il professor Giuseppe Spriano, Responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria, il professor Paolo Bossi, Responsabile dell’Unità di Oncologia Medica – Tumori testa-collo, cute e tumori gastroenterici e la professoressa Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia, mira a rafforzare l’approccio internazionale e condiviso per un modello di oncologia integrata, grazie al confronto con specialisti e società scientifiche da tutto il mondo.
In questo modo, l’evento 2026 può rappresentare un ponte tra laboratorio e pratica clinica, dando evidenza di come l’innovazione tecnologica e quella molecolare stiano influenzando attivamente la pratica terapeutica.
Il programma del congresso
I tre giorni di evento si aprono con una lectio magistralis del professor Alberto Mantovani, presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca ed esperto mondiale di infiammazione e immunologia, dedicata alla ricerca sulla immunoterapia e, in particolare, al rapporto tra tumori, infiammazione e immunità innata, e una seconda lectio magistralis del professor Robert Ferris della University of North Carolina, sull’interazione tra tumore e risposta immunologica.
Tra gli altri incontri, un panel moderato dalla professoressa Marta Scorsetti e dedicato all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per una valutazione sempre più precisa delle possibilità terapeutiche, con un aumento delle diagnosi precoci e una diminuzione degli effetti collaterali. Interverranno nel panel il dottor Alberto Paderno, specialista in Otorinolaringoiatria presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, il professor Christian Simon dell’Università di Losanna e il professor Hisham Mehanna dell’Università di Birmingham.
Due simposi plenari, con focus sulle prospettive e le sfide del prossimo futuro in oncologia, sono organizzati dalle società EHNS (European Head and Neck Society) e IFHNOS (International Federation of Head and Neck Oncologic Societies) e saranno inoltre esposti casi clinici multidisciplinari, con momenti di confronto diretto tra specialisti e modalità di supporto interattive.
Cosa sono i tumori testa-collo?
Le neoplasie a carico del distretto testa-collo in Italia rappresentano il 3% circa della totalità dei tumori e dai dati AIRTUM risultano interessare soprattutto la popolazione maschile. In particolare, le percentuali dei tumori orofaringei sono aumentate in tutta Europa, in associazione a un aumento delle infezioni da HPV, causa di circa il 60-70% di questi tumori, mentre altri, come le neoplasie della laringe, sono diminuiti (in questo caso in concomitanza di una diminuzione del consumo di tabacco).
In generale la diagnosi precoce è fondamentale quando si parla di tumori testa-collo e aumenta il tasso di sopravvivenza fino all’80-90%, mentre se il tumore viene diagnosticato in fase avanzata le aspettative di guarigione sono sensibilmente più basse.
Tumori testa-collo: prevenzione e trattamento
Anche per questo tipo di tumore la prevenzione rappresenta un aspetto fondamentale. In particolare, per evitare l’infezione da HPV è importante sottoporre a vaccinazione contro questo virus le generazioni più giovani oggi candidabili, in modo che possano raggiungere una copertura con ciclo completo e beneficiare così successivamente di una prospettata riduzione di incidenza dei tumori orofaringei.
Per il trattamento dei tumori testa-collo è necessario mettere in campo un approccio multidisciplinare, in cui all’oncologo si affiancano specialisti in chirurgia, radioterapia, radiologia, anatomia patologica, nutrizione e logopedia, in modo che la presa in carico del paziente possa coprire tutte le aree di interesse. Oltre al raggiungimento della guarigione dal tumore, infatti, l’aspettativa è di poter garantire la migliore qualità di vita possibile ai pazienti interessati da questi tumori.
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