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Vaccini e corretta informazione: ecco perché è importante farli

La prevenzione passa anche da una corretta informazione, anche quando si parla di vaccini. È questo il messaggio che il professor Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, ha lanciato ieri ai microfoni di Cuore e denari su Radio24.

“Penso ci siano diversi motivi per cui il tema dei vaccini è così profondamente divisivo. Il primo motivo per cui non ci rendiamo conto dell’importanza dei vaccini è che questi sono vittime del loro successo, ovvero oggi non abbiamo più idea di cosa sia la polio perché ci vacciniamo contro di essa e dovremmo forse leggere un libro come Nemesi di Philip Roth per ricordarci cosa sia questa malattia. Patologie come la polio o la difterite però non sono scomparse spontaneamente e se non ci vacciniamo, tornano.

Il secondo motivo è rappresentato dalle menzogne, come la bugia clamorosa che ci sia una connessione tra autismo e vaccinazioni, in particolare contro il morbillo. L’autore di questa bugia ha un nome, Wakefield, ed è stato espulso dall’ordine dei medici inglese proprio a causa di questa menzogna”, precisa il prof. Mantovani.

L’immunità di comunità

“Non abbiamo poi la percezione del valore di solidarietà della vaccinazione. Faccio un esempio: ho recentemente fatto la vaccinazione contro la varicella al mio nipotino, con questo gesto ho simbolicamente allacciato la cintura di sicurezza a lui, ma ho anche allacciato la cintura di sicurezza a tutti quei bambini e adulti che non possono farlo, perché in loro il vaccino è inefficace o non effettuabile. La protezione di questi bambini e adulti non vaccinabili dipende dall’immunità di comunità (o di gregge) perché se siamo vaccinati in un numero sufficiente impediamo ai virus di circolare. C’è questa dimensione di solidarietà intrinseca nella vaccinazione, che non dobbiamo dimenticare”.

Il vaccino è il miglior allenamento

“Si è infine diffusa l’idea che la malattia naturale faccia bene, che un’infezione da morbillo sia positiva per crescere e per rafforzare il nostro sistema immunitario: non c’è niente di più sbagliato, questi agenti patogeni conoscono il sistema immunitario e causano un’immunosoppressione profonda e di lunga durata, fino a due anni. Il mio slogan è invece che il miglior allenamento è costituito dal vaccino”, sottolinea Mantovani.

Vaccini, quando i vantaggi superano i rischi

“Innanzitutto siamo chiamati a grande e assoluta trasparenza. Qualunque intervento medico si basa su una valutazione dei benefici e dei rischi. Facciamo l’esempio della vaccinazione contro il morbillo, che è una di quelle messe più in discussione: almeno il 20% di coloro che hanno il morbillo hanno dei problemi gravi, circa un paziente su mille avrà un problema grave di encefalite (molte delle quali sclerosanti e dunque non reversibili). I problemi legati al vaccino ci sono, però si tratta di un’encefalite in meno di un soggetto su un milione, e tra l’altro si parla di encefaliti benigne”, conclude il prof. Mantovani.

 

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