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Tumore del fegato: la prima guida sulla chirurgia ecoguidata

Per la prima volta i giovani chirurghi epatici potranno studiare la tecnica ecoguidata per intervenire sui tumori grazie ad “Ultrasound-Guided Liver Surgery“, testo-atlante firmato dal prof. Guido Torzilli e realizzato in collaborazione con l’équipe di Chirurgia Epatica di Humanitas. La guida è stata inserita nel Doody’s Book Reviews, il database più completo di libri e software nel campo delle scienze della salute.

 

 

Una guida su una guida della chirurgia del tumore del fegato: la tecnica ecoguidata. Si chiama “Ultrasound-Guided Liver Surgery” ed è il primo testo-atlante sulla tecnica ecoguidata per interventi di chirurgia oncologica. La firma è quella del prof. Guido Torzilli, Responsabile di Chirurgia Epatobiliare presso Humanitas Cancer Center. Il testo, ricco di numerose illustrazioni esplicative, è stato inserito nel Doody’s Book Reviews, il database più completo di libri e software nel campo delle scienze della salute.

 

Ultrasound-Guided Liver Surgery

Si tratta di un libro unico nel suo genere. Negli ultimi trent’anni, infatti, non esiste in letteratura un approfondimento scientifico strutturato che abbia sostanziato quelle che erano negli anni ’80 le prime notazioni tecniche sulla chirurgia eco-guidata, procedure che permettono di operare pazienti non altrimenti operabili. Il testo è rivolto ai giovani specialisti perché l’intento è quello di offrire un’adeguata formazione ai chirurghi epatici come spiega il prof. Torzilli nella sua prefazione: “Molti pensano che si tratti di una tecnica troppo difficile. Il mio messaggio per i giovani è: non scoraggiatevi, si tratta di una tecnica complessa ma guidati da buoni maestri e con una buona dose di dedizione e impegno, è possibile imparare”.

 

L’importanza della chirurgia ecoguidata

Il prof. Guido Torzilli è da anni impegnato sul fronte della ricerca clinica sul tumore del fegato. Ha messo a punto nuove tecniche di chirurgia ecoguidata per interventi sempre più conservativi, basati sull’utilizzo dell’ecografia intraoperatoria, come una sorta di navigatore satellitare, per intervenire sul fegato affrontando casi fino ad ora non operabili e rendendo meglio tollerati interventi altrimenti troppo demolitivi e perciò rischiosi. “Grazie alla tecnica ecoguidata – dice il prof. Guido Torzilli – siamo riusciti ad ottenere livelli di mortalità più bassi di tutto l’occidente. Per un’epatectomia maggiore si parla dell’1% a fronte di un 5-10% con intervento di chirurgia oncologica non ecoguidata. I vantaggi per il paziente sono non indifferenti: asportando solo una parte del fegato, infatti, si permette al paziente di rischiare di meno e di essere potenzialmente rioperabile in caso di ritorno della malattia”.

La validità di queste tecniche è sancita da numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali di prestigio (Annals of Surgery, Archives of Surgery, British Journal of Surgery, Annals of Surgical Oncology, Surgery, Journal of the American College of Surgeons). Queste tecniche sono state inserite in uno dei testi più autorevoli di chirurgia epatobiliopancreatica al mondo (edito dall’équipe del Memorial Sloan Kettering di New York).

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