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Trombocitemia essenziale e stent sono causa di trombosi?

Le cause della trombosi sono molteplici e tra queste ci sono anche la trombocitemia essenziale e l’applicazione di stent. La dottoressa Lidia Rota, Responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare in Humanitas, spiega come queste due condizioni possono sulla salute del nostro cuore.

In che cosa consiste la trombocitemia essenziale e per quale motivo è tra i fattori di rischio della trombosi?

“Essere affetti da trombocitemia essenziale vuol dire avere troppe piastrine nel sangue. Le piastrine sono prodotte, come i globuli rossi e i globuli bianchi, dal midollo osseo e non dovrebbero superare una cifra che ruota attorno 450mila unità. Quando sono in numero eccessivo tendono a coagulare il sangue con conseguenze gravi, possono portare a trombosi. In generale, la tombocitemia è una malattia che ha un’evoluzione lenta nel tempo e che è curabile. Va tenuta sotto controllo per raggiungere tre obiettivi fondamentali: intervenire sulla produzione eccessiva di piastrine, individuare la causa di questa sovraproduzione da parte del midollo e prevenire eventuali danni circolatori derivanti dalle troppe piastrine circolanti”.

In quale modo, invece, gli stent possono provocare danni alla salute del cuore?

“Diciamo subito che gli stent sono strumenti preziosi, che salvano la vita di molte persone perché sono piccole reti metalliche che vengono inserite all’interno delle arterie malate e ostruite, per ristabilire il normale passaggio del sangue e rafforzare le pareti indebolite. I problemi per il cuore nascono dal fatto che il materiale metallico degli stent non viene riconosciuto come proprio dal nostro organismo, per cui il sangue tende a coagularsi in corrispondenza di questi così da foderarli e quindi isolarli. È una situazione pericolosa perché i coaguli possono trasformarsi in trombi in grado di richiudere il vaso e impedire quindi lo scorrimento del sangue. Per questo i pazienti cui sono stati applicati stent devono osservare una terapia antiaggregante, antitrombotica, per tutto il tempo indicato dal medico, stabilito in base alle caratteristiche del paziente, alla sua reattività, alla malattia che ha richiesto l’applicazione dello stent e anche al tipo di stent utilizzato».

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