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TOBI 2016, congresso dedicato alla cura di pazienti con lesioni coronariche complesse

Nelle giornate di giovedì 22 e venerdì 23 settembre 2016, presso l’NH Laguna Palace Hotel di Mestre (Venezia), si terrà il congresso TOBI 2016 (Total Occlusion and Bifurcation Interventions), dedicato alla cura di pazienti con lesioni coronariche complesse, come biforcazioni e occlusioni croniche. L’evento è stato organizzato per garantire una formazione specifica a tutti i professionisti (medici cardiologi, infermieri, tecnici sanitari) che ogni giorno lavorano nei laboratori di cardiologia ed emodinamica. Per questa occasione abbiamo intervistato il dottor Bernhard Reimers, Responsabile della Cardiologia Clinica e Interventistica di Humanitas e Direttore del corso.

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Da sinistra: il dott. Dennis Zavalloni, la dott.ssa Patrizia Presbitero, il dott. Giulio Stefanini, il dott. Gabriele Gasparini, il dott. Bernhard Reimers, il dott. Paolo Pagnotta.

Quali sono le principali patologie delle coronarie?

“Innanzitutto occorre precisare che le arterie coronarie, dal punto di vista anatomico, si presentano in forme differenti: possono essere diritte, tortuose, strette, larghe, chiuse e ramificate. Nel convegno affronteremo due tipi di patologie molto specifiche della malattia delle coronarie: le biforcazioni e le occlusioni. Le biforcazioni consistono nella divisione di un’arteria in due rami che, come si può immaginare, sono più complesse da riparare rispetto a una coronaria singola, un tubo singolo. Le occlusioni totali, invece, si hanno quando una coronaria è completamente chiusa”.

 

Quali tecniche si utilizzano per curare le due patologie?

 

“Per curare le due patologie possiamo ricorrere a tecniche che sono in parte consolidate e in parte nuove. A proposito della biforcazione, disponiamo di numerosi studi clinici recentissimi che ci danno la possibilità di scegliere il trattamento migliore per un tipo di biforcazione rispetto a un altro. Inoltre, possiamo fare affidamento su nuovi materiali che, tuttavia, vanno confrontati con quelli utilizzati finora, che hanno dato risultati apprezzabili. Nel caso delle occlusioni, invece, dobbiamo confrontarci con il bypass aorto-coronarico, tecnica più invasiva ma che dà buoni risultati. Il nostro obiettivo è raggiungere un tasso di successo di riapertura delle coronarie pari a quello della chirurgia con by-pass. In questo campo ci sono sviluppi tecnologici, device nuovi e tecniche chirurgiche innovative che, tuttavia, stanno facendo progressi anno dopo anno.”

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Quali sono i maggiori esponenti nel campo della cura delle occlusioni?

“Da sempre i nostri amici giapponesi sono universalmente riconosciuti come maestri in questo tipo di intervento. Alla base di questo ci sono anche motivazioni culturali.

Il paziente giapponese è spesso contrario al bypass in quanto teme che, durante l’apertura del torace, l’anima possa fuoriuscire dal corpo.

Durante il congresso saremo onorati della presenza di due tra i più illustri esponenti giapponesi, giunti sia per parlarci della propria esperienza sia per mostraci dal vivo le loro capacità operatorie. Il convegno sarà il contesto ideale per confrontare le tecniche e i device che si stanno sviluppando in Europa e in America, Oriente e Occidente.”

 

Quante persone sono attese per questo evento?

“Attendiamo circa duecento persone tra medici, infermieri e operatori del settore. Questi ultimi parteciperanno per presentare i nuovi device e capire, in stretta collaborazione con i medici presenti, in quale direzione potranno migliorarli.”

In che cosa consiste il corso e come si svolgerà?

“Si tratta di un corso pratico, non teorico, nel senso che verranno trasmesse sessioni di live surgery via satellite. Abbiamo un fitto programma di interventi: una decina saranno di Humanitas ma ci collegheremo anche con Mosca, Kuwait, Oman, che presentano centri in forte crescita. Il pubblico avrà la possibilità di assistere dal vivo alle procedure e interagire con gli operatori ponendo domande e proponendo soluzioni alternative.”

 

Che cosa ci può dire a proposito delle tecniche innovative che saranno presentate?

“Le tecniche sono molto particolari e credo si prestino bene alla trasmissione tramite canale televisivo. Gli stessi medici, infatti, durante questi tipi di intervento hanno gli occhi puntati su un monitor mentre intervengono con le mani sul paziente con fili e cateteri.

Presenteremo anche un caso di impianto di un dispositivo di restringimento controllato del seno coronarico, che si chiama Reducer, dimostratosi efficace nel ridurre la sintomatologia del paziente con coronarie non riapribili. Si tratta di una tecnica relativamente nuova ma molto promettente”.

 

Qual è l’obiettivo principale del corso?

“L’obiettivo di questi corsi didattici è far sì che il medico torni a casa con un nuovo know-how per affrontare, con maggiori probabilità di successo, i casi più complessi presenti nel suo ospedale.”

 

 

 

 

 

 

 

 

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